Giornale di informazione di Roma - Martedi 27 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
 
 

Alý ha gli occhi azzurri

di Claudio Giovannesi. Con Nader Sarhan, Stefano Rabatti

di Rosario Sparti

Stefano e Nader sono due adolescenti, il primo italiano, il secondo egiziano. I due condividono ogni momento della giornata, comprese la rapina al supermercato e la discoteca, ma la loro amicizia è destinata ad incrinarsi.

Opera seconda del regista romano Claudio Giovannesi, la pellicola trae spunto dall'ultimo lavoro del regista: il documentario FRATELLI D'ITALIA. Presentato nel 2009, anch'esso, al Festival del film di Roma,vedeva tra i ragazzi di Ostia che ne popolavano la storia il giovane egiziano Nader Sarhan, innamorato  di una ragazza italiana, contro il volere della sua famiglia fedele alla religione islamica. Un personaggio che risultava essere il più forte di quella vicenda e che ha preteso, per naturale forza drammaturgica, maggior spazio, traslocando in questo lavoro di finzione ben scritto dal regista e da Filippo Gravino.

Partendo da una storia classica, quasi banale, che combina il romanzo di formazione alla storia d'amore, pian piano il film, rimanendo fedele allo sguardo naturalistico che lo contraddistingue, blocca lo spettatore alla poltrona, con un gioco raffinato di tensione e disinganno delle attese narrative. Pedinando Nader, con una camera a spalla onnipresente ma che ben si combina al pregio fotografico di Daniele Ciprì, il regista, ci immerge nell'universo di una Ostia spenta, invernale, periferica, quasi lugubre, che ben trasmette la sensazione d'incertezza verso il futuro dei protagonisti.

Il merito del film è, da un lato, raccontare una realtà che vediamo quotidianamente davanti ai nostri occhi ma che il nostro cinema ha poco inquadrato senza facili semplificazioni e moralismi, l'Italia multiculturale delle seconde generazioni, mentre, dall'altro, mostrarcene le contraddizioni che sorgono dal rapporto tra integrazione e ricerca dell'identità. In questo, senza darci risposte definitive, il regista riesce bene dove molti altri hanno fallito, mantenendo lo sguardo ancorato verso una realtà sporca, rinfrancata solo da piccole gioie amorose e solitudini combattute con l'amicizia fraterna, mantendo però le radici nella lezione pasoliniana come il titolo del film sottolinea.

 



votanti: 2
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - giovannesi
 

[11-11-2012]

 
Lascia il tuo commento