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Proteste in piazza? No, il ballo di Gangnam style

in 30.000 a piazza del Popolo per un ballo di gruppo. Ma non parlate di "ragazzi senza idee"

di Antonio Bella

Il colpo d'occhio fa pensare ad una protesta di popolo, uno di quei raduni forti contro il governo o le politiche dei tagli che stanno mettendo in ginocchio il paese. E invece no: si tratta di un ballo di gruppo, di un flash mob che viene ripreso in contemporanea da migliaia di smartphone e telecamere. Si tratta di un'iniziativa che è partita spontaneamente da Facebook e a cui hanno aderito più di 30.000 giovani che hanno ballato le note del "tormentone" musicale del momento: il Gangnam Style.

Il ballo di gruppo è stato organizzato nello stesso giorno in cui a Roma sono scesi in piazza studenti, insegnanti e precari della scuola pubblica per protestare contro i tagli al settore. Il confronto tra le due manifestazione è impari: 30.000 a piazza del Popolo, al massimo 10.000 per il corteo contro i tagli.

In un momento assai difficile per l'Italia, critico soprattutto per ventenni e trentenni che hanno grandi difficoltà nel trovare un impiego stabile, nel crearsi una famiglia ed un futuro sicuro, viene da chiedersi come mai le energie utilizzate, come ad esempio per il "Gangnam Style", non confluiscano in movimenti d'indignazione e di protesta che dovrebbero nascere soprattutto da forze giovani. La risposta non è così scontata: non si tratta solo di decadimento culturale o di inconsapevoli ragazzi senza idee. No, sarebbe troppo facile. Sarebbe un alibi perfetto per l'inetta classe politica e dirigenziale italiana che sta uccidendo il nostro futuro. Il problema è ben più complesso; l'interesse dei giovani ad unirsi per "rovesciare" un sistema "gerontocratico" viene naturlmente soffocato da un mix di disinformazione e rassegnazione (entrambe indotte). La mancanza d'azione giovanile è quindi anche generata da una reiterata violenza da parte di chi è al potere e che, da decenni, continua a fare gli interessi propri o della propria lobby, infischiandose delle nuove generazioni e di fatto "calpestandole". E allora: evviva il Gangnam Style!


 
 

[11-11-2012]

 
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