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Domani Gay Pride

ecco le prime polemiche

Venite coloratissime, bellissime e allegre. Ma non in topless. È l’appello che il deputato di Rifondazione comunista Vladimir Luxuria rivolge a tutti quelli che sabato prossimo parteciperanno al Gay Pride di Roma.

L’appuntamento, provocatorio e anticlericale per definizione, sta già scatenando diverse polemiche, in modo particolare all’interno della coalizione di governo. Quella stessa coalizione, da cui arriva il disegno di legge sulle coppie di fatto, ora discute sull’opportunità che alcuni ministri scendano in piazza a fianco dei dimostranti e che il consiglio dei ministri, attraverso il dipartimento per le pari opportunità, abbia già dato il proprio patrocinio alla manifestazione. Al corteo, che vedrà l’appoggio ufficiale anche di Comune e Regione, parteciperanno infatti i ministri ferrero e pecoraro scanio di Rifondazione comunista e Verdi.

“il patrocinio è doveroso” ha detto il deputato di rifondazione Titti de Simone che ha ricordato come questo risponda alle sollecitazione del consiglio d’europa. Ma non sono dello stesso avviso i suoi colleghi della margherita che hanno chiesto al governo di ripensarci.

Prende le distanze anche Rosy Bindi, firmataria insieme alla collega Pollastrini del ddl sui Dico, che afferma di non condividere i duri attacchi alla chiesa sferrati di quelli che sabato scenderanno in piazza. Dall’opposizione è dura la portavoce di forza italia gardini che invita il governo a scegliere: o si ritira il sostegno alla sfilata o il presidente del consiglio dovrà avere l’onestà di aderire al Gay Pride.

Quest’anno ancora più che in passato il corteo per l’orgoglio omosessuale si farà per reclamare la parità dei diritti per gay e lesbiche rispetto alle famiglie tradizionali contro quello che viene definito “un clima di odio nei confronti delle coppie dello stesso sesso”. Le accuse più pesanti sono rivolte alla chiesa colpevole, secondo chi ha deciso di sfilare, di voler imporre la propria sovranità e di sostiuirsi alle istituzioni repubblicane democraticamente elette.

 
 

[14-06-2007]

 
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