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SanitÓ, nel Lazio taglio di 1963 posti letto

a rischio 4000 precari tra medici ed infermieri

La crisi economica ed il debito miliardario delle sanità regionali portano ad un inevitabile taglio dei posti letto deciso nel decreto sulla spending review. Nella nostra regione i posti letto diminuiranno di 1.963 unità. Toccherà ora ad Enrico Bondi, che ha preso il posto di Renata Polverini nel ruolo di commissario straordinario alla sanità laziale, a decidere dove si effettueranno i tagli. "E' necessario razionalizzare i posti letto ed investire sull'assistenza territoriale -spiega Aldo Morrone, direttore generale del San Camillo Forlanini- se si ridurrà l'integrazione socio-sanitaria si ridurranno anche i costi". Per Domenico Alessio, direttore generale del Policlinico Umberto I, "sarà difficile tagliare". I tagli mettono a rischio i circa 4000 precari della sanità laziale, tra medici, infermieri, ausiliari e tecnici delle Asl, cui i contratti potrebbere non essere rinnovati.

I tagli sono previsto nello schema di regolamento sulla “Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”, inviato alla Conferenza Stato-Regioni dal Ministro della Salute Renato Balduzzi di concerto con il Ministro dell’Economia Vittorio Grilli. Il Regolamento indica il metodo di calcolo per la riduzione delle Unità operative complesse e la riconversione delle strutture ospedaliere. Nel Lazio vengono conteggiati al 1° gennaio 2012 18.734 posti letto "acuti" e 4.307 posti letto "post-acuti" per un totale di 23.041 posti letto. Con la spending review diventeranno 17.090 "acuti" e 3.988 "post-acuti" per un totale di 21.078 posti letto. Il Lazio è la terza regione italiana a subire i maggiori tagli dopo Emilia Romagna (-2.543 posti letto) e Lombardia (-2.337).

[09-11-2012]

 
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