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Max Biaggi, il ritiro del corsaro

A sorpresa, dopo la vittoria nel mondiale Superbike, il pilota romano annuncia il suo ritiro dalle corse

Max Biaggi ha annunciato il suo ritiro. La sua ultima corsa la correrà a Latina in Supermoto nella gara organizzata in ricordo di Marco Simoncelli. A 41 anni per il pilota romano è arrivato il momento di dedicarsi ad altro. A riempire la sua vita ci sono la compagna Eleonora e i suoi 2 bimbi, Ines Angelica e Leon Alexandre. "Ho scelto di smettere. Non ho smesso, come hanno fatto altri per motivi fisici o perchè non avevano trovato una moto competitiva". Con queste parole Max Biaggi, ha spiegato la sua decisione di lasciare le corse. "Ho rinunciato a un contratto con l'Aprilia identico a quello di questo anno, stessa moto stessi soldi. Credo di aver tolto abbastanza tempo ai miei bimbi e alla mia compagna e credo sia giusto dedicarsi a loro perchè il tempo passa e non puoi fermarlo. Non sono come alcuni politici attaccati alla poltrona, è giusto dare spazio ai giovani", ha rivelato il campione del mondo della Superbike nella conferenza stampa di Vallelunga. L'annuncio del ritiro arriva oggi dopo 6 titoli mondiali, 370 gare corse con 63 vittorie e 181 podi.

LA CARRIERA - Il suo esordio nel Motomondiale risale al lontano 1991 nella classe 250, prima però il successo nel campionato europeo con una Aprilia. Un anno dopo il suo primo succcesso nella 250 a Kyalami, in Sudafrica. Dopo una breve parentesi con la Honda nel 1994 torna in Aprilia e vince il suo primo mondiale nella quarto di litro. A questo ne seguiranno altri due sempre con l'Aprilia prima del quarto sigillo sul sellino della Honda nel 1997. Ad oggi Max è l'unico pilota nella storia della 250 a vincere 4 mondiali consecutivi con due moto diverse (Aprilia e Honda), e a fare il maggior numero di pole position e di podi nella 250. Meno fortunate le stagionio seguenti in 500 e MotoGp. Ben presto sulla sua strada si fa avanti un ragazzino col numero 46. Con Valentino Rossi è una sfida senza precedenti, fatta anche di colpi bassi dentro e fuori la pista. Max Biaggi perde forse quella serenità e tranquillità che lo avevano contraddistino e soffre la rivalità. Nel 2005 in sella alla Repsol HRC una delle sue stagioni peggiori che gli precluse la riconferma per l'anno successivo.

Dopo un anno sabbatico la svolta della carriera. Nel 2007 l'annuncio con la Suzuki nel mondiale Superbike. Ottima la prima stagione condita da 3 vittorie, 17 podi e dal terzo posto nel mondiale vinto da James Toseland. Con la Suzuki in crisi economica Biaggi è costretto a passare nel 2008 alla Ducati, ma non quella ufficiale. I risultati non sono buoni e un anno dopo il pilota romano trova il sellino dell'Aprilia. Dopo un inizio difficile Biaggi e l'Aprilia affinano il loro feeling che porteranno il corsaro e la moto italiana allo storico successo del mondiale 2010. Max Biaggi diventa il primo italiano campione del mondo in Superbike, conseguendo il suo quinto titolo iridato (a 13 anni di distanza dal quarto) e diventando così il secondo pilota vincitore di un titolo sia in Superbike sia nel Motomondiale, dopo lo statunitense John Kocinski. Nel 2011 c'è un avversario imprendibile, Checa con la Ducati e Biaggi si deve accontentare di 2 vittorie e 12 podi. Il 2012 è forse l'anno più bello. Il campionato è equilibratissimo, non c'è più lo strapotere di Checa che non sarà mai in lotta per il titolo. Gli avversari di Biaggi sono Melandri con la Bmw e la Kawasaki di Sykes. Il britannico è una macchina da superpole ma meno veloce in gara, il ravennate dà battaglia in pista. L'ultima gara è un thriller. Biaggi, in testa alla classifica, cade in gara 1 e con il quinto posto di gara 2 vince il mondiale per un solo mezzo punto su Sykes. Max Biaggi conquista così all'età di 41 anni il suo 6º alloro mondiale (tra prototipi e derivate di serie).

Vincenzo Samà




 
 

[07-11-2012]

 
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