Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
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Roma ci ha preso gusto

La Virtus passa di forza a Cremona. E luned́ arriva Siena

Vince d'autorità la Virtus Roma di Marco Calvani, 67-75 sul campo della Vanoli Cremona allenata dall'ex, tanto rimpianto nel recente passato, Attilio Caja. Una vittoria che non è mai stata in discussione, con la Virtus  sempre avanti nel punteggio e che si è affidata in attacco alle mani sapienti dei due leader designati Datome e Goss, ma che ha trovato nella difesa di squadra l'arma letale per piegare i lombardi padroni di casa.

Partita con quello che va ormai considerato il quintetto base - Taylor, Goss, Datome, Czyz, Lawal - Roma ha iniziato subito forte, costringendo Cremona al leit-motiv di tutta la sua partita, le forzature in attacco. Solo Jackson, tra gli esterni, ha fornito una prova all'altezza, mentre tutti gli altri, a partire dal temuto top scorer del campionato Lance Harris, tenuto a 15 punti con 4/16 al tiro, hanno fatto i conti con la difesa di squadra dei giallorossi, fatta di aiuti, recuperi e cambi tanto tempestivi quanto efficaci.

Dopo un primo quarto di sostanziale equilibrio (19-20), il primo allungo di Roma coincideva, in finale di seconda frazione, con l'entrata in scena di Gigi Datome: dieci punti in fila e Virtus a più otto, salvo subire sul filo della sirena il canestro fortunoso di Kotti che mandava le squadre all'intervallo sul 34-40.

In avvio di terzo quarto arrivava anche il momento di Bobby Jones, che dopo i segnali di vita lanciati nel finale della partita di domenica scorsa contro Caserta, era atteso da una conferma. Sette punti quasi consecutivi ed una presenza anche a rimbalzo per il massimo vantaggio romano (41-52 al 24') siglato da contropiede e schiacciata.

Il vantaggio si sarebbe potuto ampliare ancora, se da una parte il lungo atipico finlandese Kotti non avesse contiunuato a prendere rimbalzi offernsivi poi tramutati in canestro, e se dall'altra i tiri liberi non fossero stati dilapidati con una preoccupante continuità. Basti il dato che Roma ha tirato meglio da tre che dalla linea (58,3% contro 54,5%).

In avvio di quarto tempo Cremona provava a farsi sotto spinta ulteriormente dai fattori sopracitati, arrivando anche a meno cinque (56-61 al 31'). Ma prima una tripla di Datome, poi due penetrazioni di Taylor (60-70 al 36') respingevano i cremonesi alla doppia cifra di svantaggio, con la Virtus che controllava senza troppe difficoltà gli ultimi tre minuti di gioco.

Una vittoria, si diceva, ottenuta d'autorità da una squadra che sta diventando grande giornata dopo giornata, ma anche se non soprattutto allenamento dopo allenamento. Ancora una volta la chiave della partita va cercata nella difesa, con l'applicazione che i romani hanno mostrato per tutti i quaranta minuti e che ha permesso di limitare il principale terminale offensivo avversario. Tenuto a bada l'attacco cremonese, Roma ha saputo capitalizzare il maggior numero di possessi derivati dal dominio a rimbalzo (nonostante Kotti), e nemmeno l'ancora troppo alto numero di palle perse, nè lo spreco dei tiri liberi, sono risultati ostacoli insormontabili per una squadra che può schierare due autentici califfi del campionato come Datome e Goss, e a cui si potrebbe aggiungere presto il redivivo Bobby Jones.

L'attenzione a questo punto si sposta, inevitabilmente, sulla sfida di lunedì prossimo, che proporrà alle 20,30 al Palatiziano l'arrivo del Monte Paschi Siena, alle prese con la difficile eredità del cannibale Pianigiani, ma pur sempre con un roster altisonante tale da far gridare all'impresa qualora Roma dovesse ripetere l'unico vero acuto della Virtus della passata stagione, quando con un esordiente Calvani in panchina Roma vinse all'ultimo respiro. Le premesse ci sono tutte, quantomeno per tornare a respirare l'aria della sfida di vertice.
Andrea De Paolis

[05-11-2012]

 
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