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Regione Lazio, Election Day il 27 gennaio?

Il Presidente della Provincia Zingaretti: "Questa paralisi è una vergogna"

di Luca Siliquini

Sempre più venti di bufera sulla data delle elezioni della Regione Lazio. Tante le parti in campo, estremamente complesso stabilire una data utile per andare alle urne. Mentre continua il tira e molla tra il ministro dell'Interno Cancellieri, che continua ad invocare elezioni anticipate, e la Polverini, che è l'unica ad avere il diritto sulla scelta della data delle elezioni, il fatidico giorno slitta sempre più in là. Allo stato attuale, dal 16 dicembre al 27 gennaio. Ammessa l’agognata firma della governatrice uscente. Nel frattempo, il Ministro degli Interni, dopo aver dichiarato che la prima data utile potrebbe risultare appunto il 27 gennaio, pare tornare sui propri passi visto che la data corrisponde con il Giorno della Memoria delle vittime della Shoah.

“Mi auguro che l’ennesimo autorevole monito del Quirinale sulla data del voto ponga fine ai troppi giochi di palazzo sulle elezioni regionali del Lazio e porti subito alla convocazione delle elezioni il 20 o il 27 gennaio”, commenta in una nota Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma e candidato del Pd alla Regione Lazio. “E’ assurdo che siano passati 38 giorni senza fare assolutamente nulla. Questa paralisi è una vergogna il cui costo è tutto scaricato sui cittadini. Un manipolo di furbetti, solo per interessi personali e di parte, le sta provando tutte pur di non votare, ma perderà e inizierà una nuova stagione che vedrà protagoniste le migliori energie del Lazio”.

“L’autorevole intervento del presidente Napolitano toglie ogni alibi alla melina istituzionale fra il ministro Cancellieri e il presidente dimissionario Polverini per ritardare ulteriormente il voto nel Lazio”, fa eco Marco Miccoli, Segretario del Pd Roma. “Il monito del Quirinale elimina l`alibi delle elezioni anticipate e dell’Election Day, quindi chiediamo al ministro Cancellieri di attivarsi immediatamente e di portare entro gennaio il Lazio al voto. Il ministro Cancellieri”, conclude l’esponente del Pd capitolino, “deve assolutamente intervenire al più presto evitando di dover essere parte di questo gioco al massacro istituzionale della Regione Lazio”.

Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra e capogruppo in Regione Lazio, si esprime più pacatamente. “La Camera”, sottolinea, “ha deciso che nel Lazio si vota a 50 seggi. Ora si pone il problema se il consiglio sciolto può modificare la legge elettorale. Certo, nessuno, se non la legge regionale, potrà decidere se si riducono i seggi attribuiti per via proporzionale o quelli del listino e in che misura. La fretta di agire a qualunque costo in Parlamento”, conclude Storace, “rischia di provocare danni enormi. Se si va in aula alla Pisana si può solo abolire il listino. Starà al presidente eletto mantenere o creare la propria maggioranza d’aula. Con un pò di esperienza lo si potrà fare”.
 
 

[04-11-2012]

 
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