Giornale di informazione di Roma - Martedi 27 settembre 2016
 
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Il pallonaro Lazio
 
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Poker Catania, per la Lazio č notte fonda

Prestazione indecente dei biancocelesti, sotto di 3 a 0 dopo neanche mezz'ora. Le dirette concorrenti in Europa guadagnano punti, č ufficialmente crisi

La Lazio apre la settimana che porta al derby con una prova disastrosa, subendo quattro goal in trasferta a Catania. Un solo punto in tre partite, due goal fatti e sette subiti, numeri che fanno riflettere e che certificano una situazione da allarme rosso, anticipata da segnali preoccupanti già abbastanza evidenti nel secondo tempo di Lazio-Milan. Tutto questo alla vigilia di due sfide delicatissime, in Europa col Panathinaikos e in campionato contro i cugini della Roma.

LA PARTITA - Petkovic dà un turno di riposo a Gonzalez e ripropone la corsia di sinistra Cavanda-Lulic, già nociva in Napoli-Lazio, Lazio-Torino e nell'ultima mezz'ora di Lazio-Milan. La prima grossa occasione è per Rocchi, che spara di potenza a porta vuota dopo un batti e ribatti in area, fallendo clamorosamente l'ennesima occasione in pochi giorni. Il Catania supera per la prima volta la metacampo al 9' e immediatamente trova il goal con Gomez che lascia partire un sinistro potente, ma senza troppe pretese, che Bizzarri non intercetta sul primo palo: topica incomprensibile del portiere argentino e inizo della caduta libera per gli ospiti. Al 19' Barrientos trova la risposta, stavolta pronta, di Bizzarri ma al 24' Cavanda, fino a quel momento impreciso ma non dannoso, perde un pallone sulla linea del fallo laterale e si ferma, Bergessio approfitta della verticalizzazione che ne deriva, salta Dias e guadagna un rigore per fallo di mano del brasiliano. Lodi trasforma e fa 2 a 0. Al 29' Marchese si beve Konko, imbarazzante la sua prova, e serve al centro per Gomez: Ledesma non lo segue, Cavanda è sotto shock e, insieme agli spettatori del Massimino, segue con lo sguardo il 3 a 0 in spaccata del "Papu" Gomez, che chiude la partita e apre all'accademia.

La Lazio rientra in campo prima degli avversari, quasi sfidando il pubblico ospite, ma è solo apparenza e i biancocelesti si sgonfiano subito. La reazione nella ripresa è nulla, Brocchi e Floccari al posto di Cavanda e Hernanes danno dinamismo, ma poco altro. Al 24' Konko dimostra limiti fisici sorprendenti per un giocatore di Serie A e crolla sullo scatto di Gomez, che serve al centro per il tap-in di Barrientos che fa poker e arrotonda il risultato. Floccari e Candreva ci provano da fuori, Andujar si prende gli applausi del suo pubblico e protegge con sicurezza la sua porta, mantenendola inviolata. Poi altre chances, col Catania che sfiora ripetutamente il quinto goal e chiude senza affanno.

L'esaltazione non è mai stata di casa sulla sponda biancoceleste del Tevere, ma la nuova era Petkovic sembrava essere quanto meno tranquillizzante. Il gioco ritrovato, la fiducia dell'ambiente che cresceva di partita in partita, qualche volto nuovo che si dimostrava all'altezza. Poco a poco sono però usciti fuori i soliti difetti endogeni di una squadra che ormai da troppo tempo fa rivivere, come in un incubo ricorrente, le stesse partite, le stesse stagioni, gli stessi alti e bassi ai propri tifosi. E' a dir poco deludente vedere un gruppo che non lotta e che si arrende in questa maniera. A parità di trattamenti arbitrali lo stesso Catania e la Fiorentina avevano alzato polveroni e tirato fuori gli artigli, la Lazio al contrario affonda e, invece di reagire, si addormenta, si lascia umiliare, si abitua alla sconfitta. Petkovic i suoi errori li fa, dando ancora fiducia a Cavanda e affrontando Catania, così come Napoli, a viso sin troppo aperto. Ma i limiti della Lazio sono altrove, negli uomini, nel carattere, in una rosa che al momento non presenta degni sostituti per Klose, Ledesma, Hernanes, Dias, Biava e, cosa ancor più preoccupante, degni titolari per il ruolo di terzino destro e sinistro. Ovviamente niente è ancora perso e le prossime sfide potrebbero riportare il sereno in casa Lazio. In caso contrario il rischio di vedere la solita stagione con una Lazio agonizzante lentamente protesa verso un obiettivo che non raggiungerà mai, è altissimo.

Valerio Lazzari

CATANIA-LAZIO 4-0 (3-0)

Rete: 9' Gomez (C); 25' Lodi rig. (C); 29' Gomez (C), 69' Barrientos (C)

Catania (4-3-3): Andujar; Alvarez, Legrottaglie, Spolli, Marcherse; Izco, Lodi, Almiron (64' Biagianti); Barrientos, Bergessio (26' Doukara), Gomez (69' Castro).

In panchina: Frison, Messina, Potenza, Rolin, Potenza, Capuano, Salifu, Ricchiuti, Morimoto. All. Maran

Lazio (4-1-4-1): Bizzarri; Konko, Biava, Dias, Cavanda (46' Brocchi); Ledesma; Candreva, Hernanes (46' Floccari), Mauri, Lulic; Rocchi (69' Kozak).
In panchina: Carrizo, Guerrieri, Ciani, Scaloni, Radu, Cana, Onazi,Gonzalez, Zarate. All. Petkovic.

Arbitro: Paolo Silvio Mazzoleni (sez. Bergamo)
Assistenti: Niccolai, Meli;
IV Uomo: Grilli:
ADD1: Guida;
ADD2: Irrati.

Note: ammoniti Alvarez (C)

Recuperi:2' p.t.; 3' s.t.

[04-11-2012]

 
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