Giornale di informazione di Roma - Sabato 01 ottobre 2016
 
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Nel pantano di Parma la Roma perde ancora

Nuova sconfitta per i giallorossi: finisce 3-2, nonostante il vantaggio di Lamela. Campo ai limiti del praticabile.

Ora ci si mette anche il meteo. A sancire la crisi della Roma di Zeman è la meno indicativa delle sconfitte: quella maturata su un campo, quello di Parma, reso quasi impraticabile dalla pioggia incessante. Giustificazione, sia chiaro, solo parziale: la squadra, anche in condizioni difficili, ha avuto modo di mostrare tutti i suoi limiti e tutte le sue fragilità. A partire da quella incredibile capacità di farsi rimontare una volta in vantaggio. Matura così la seconda sconfitta, ancora per 3-2, in tre giorni. E il clima (non meteorologico, in questo caso) è sempre più preoccupante.

PRIMO TEMPO – Nonostante il campo pesante, Zeman rischia nuovamente Dodò sulla sinistra. A centrocampo, De Rossi occupa finalmente (ma siamo convinti che in pochi lo avranno detto ancora, a fine partita) il ruolo di regista, assente Tachtsidis, e Bradley fa il mezzo destro. L’attacco è quello titolare. E funziona, se è vero che dopo appena otto minuti arriva il vantaggio: a siglarlo è il solito Lamela, che raccoglie una brutta respinta di Zaccardo e da posizione defilata batte Mirante con un bel sinistro a girare. La supremazia territoriale giallorossa dura una ventina di minuti, e poi il Parma prende le misure, giocando soprattutto sugli esterni. Donadoni deve rinunciare quasi subito ad Amauri per un brutto taglio al labbro, ma il sostituto Belfodil avrà modo di non farlo rimpiangere. Al 21’ i giallorossi vengono salvati da Stekelenburg in uscita, ma la difesa, non supportata dal centrocampo, va spesso in sofferenza. Dodò sembra assai spaesato in entrambe le fasi, e al 34’ va in confusione totale, lisciando un pallone facile e consentendo a Belfodil di involarsi verso la porta e battere Stekelenburg. Come spesso accade, la Roma prende il gol e si blocca. Così, passano tre minuti e il Parma raddoppia: cross dalla destra di Rosi, fuorigioco applicato male e Parolo, con il chiaro aiuto di una pozzanghera, porta in vantaggio i suoi. I giallorossi provano a scuotersi e sfiorano il pari al 40’, quando prima Osvaldo trova il salvataggio sulla linea di un difensore, e poi Bradley vede il suo tiro a botta sicura ben parato da Mirante.

SECONDO TEMPO – Nell’intervallo la pioggia si intensifica, e alla ripresa il campo è quasi del tutto impraticabile, soprattutto sulle fasce. Bene per il Parma che si difende, e male per la Roma che deve rincorrere. Così, i gialloblu possono proporre per 45 minuti un’unica, efficace trama: lancio per Biabiany nello spazio e difesa romanista in crisi. Intanto fa il suo esordio Goicoechea fra i pali della Roma, a causa di un infortunio al polpaccio per Stekelenburg. Il portiere si mette in evidenza in un paio d’occasioni, ma non basta un suo intervento miracoloso ad evitare il 3-1 dei parmensi, che arriva al 20’: solito lancio per Biabiany e batti e ribatti ‘fantozziano’ in area, con De Rossi e Bradley che dimenticano di supportare la difesa. Il tocco vincente è di Zaccardo. Col terreno di gioco in condizioni sempre più penose, Zeman sostituisce Dodò con Marquinho (troppo tardi) e Bradley con Perrotta (aveva molto più senso far entrare Destro al posto di un evanescente Osvaldo). Fra un lancio, uno schizzo e una pozzanghera Castan, in una sortita offensiva, si procura un rigore che Totti prima sbaglia e poi ribadisce in rete. Ma non basta: troppo intasati gli spazi per sperare in una deviazione vincente, ed esagerate le praterie concesse per il contropiede. Finale da centravanti per De Rossi, ed espulsione nei minuti conclusivi per Belfodil per doppia ammonizione.
Ribadiamo: non è questa la partita per tirare le somme. Lo è, comunque, per avere alcune conferme: centrocampo e difesa sembrano non giocare per la stessa squadra; l’intensità di gioco non è la stessa per i novanta minuti; alcuni giocatori non sono adatti al gioco di Zeman; manca il carattere. Ha ragione il boemo a dire che De Rossi non può fare il regista: la manovra, per quel che si può giudicare dal primo tempo, è assai più lenta che con il pur deludente Tachtsidis. Conferma positiva, invece, per Lamela. Chiudiamola così, con una nota positiva. In una serata che di positivo ha offerto quasi niente.

Simone Luciani

Parma-Roma 3-2

PARMA: Mirante; Zaccardo, Paletta, Lucarelli; Rosi, Gobbi, Valdes, Parolo, Marchionni (15' s.t. Acquah); Biabiany (36' s.t. Sansone), Amauri (16' Belfodil). A disp.: Pavarini, Bajza, Fideleff, Benalouane, Ninis, Morrone, Musacci, Palladino, Pabon. All: Donadoni.
ROMA: Stekelenburg (1' s.t. Goicoechea); Piris, Marquinhos, Castan, Dodò (22' s.t. Marquinho); De Rossi, Bradley (22' s.t. Perrotta), Florenzi; Lamela, Osvaldo, Totti. A disp: Svedkauskas, Romagnoli, Burdisso, Pjanic, Lopez, Destro. All: Zeman.
ARBITRO: Damato. Assistenti: Niccolai-Paganessi. Quarto uomo: De Pinto. Add: Tagliavento-Pinzani.
MARCATORI: 8' Lamela, 34' Belfodil, 37' Parolo, 20' s.t. Zaccardo, 26' s.t. Totti.
NOTE: Angoli: 7-4. Recupero: 2' e 3'. Espulso Belfodil al 40' s.t. per doppia ammonizione. Ammoniti Osvaldo, Mirante.

[01-11-2012]

 
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