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Bilancio capitolino, nulla di fatto. Slitta ancora l'approvazione

Marroni: "Siamo disponibili a tornare in aula venerdì. E' il fallimento di Alemanno". Il sindaco: "L'opposizione non vuole sospendere ostruzionismo"

Nessun accordo tra maggioranza ed opposizione sul bilancio capitolino; la scadenza del 31 ottobre entro la quale il Campidoglio avrebbe dovuto approvare il bilancio di previsione sarà sicuramente superata. Per evitare il Commissariamento il sindaco Alemanno chiederà una proroga al Prefetto di 20 giorni. Si tratta di un duro colpo politico per la giunta capitolina che si vede di fatto bloccata sulla delibera sul bilancio, su cui l'opposizione ha presentato circa 54 mila emendamenti.

"Abbiamo dato alcune risposte all'opposizione, presentando 19 proposte concrete -ha detto Alemanno- "ma l'opposizione stessa non vuole sospendere l'ostruzionismo". Allo stato attuale "ci sono 13mila ordini del giorno e 54mila emendamenti" e quindi "continueremo a oltranza la seduta per procedere a questo numero sterminato di votazioni. E' chiaro che tutto questo porterà nei prossimi giorni al confronto con il Prefetto".

L’opposizione chiede più risorse per il sociale, il buono casa, diritto allo studio, trasporto pubblico e municipi. La maggioranza si è detta disponibile all'istituzione della commissione bipartisan per il riordino delle aziende previsto dalla spending review. Tuttavia, ''i ritocchi non sono sufficienti per accettare la manovra'', ha ribadito il capogruppo del Pd Umberto Marroni che si è detto disponibile a tornare in aula da venerdì. L'ipotesi più probabile è che il bilancio sia approvato lunedì

"Siamo disponibili a tornare in aula da venerdì -ha detto Umberto Marroni-. Mi sembra però assurdo che la maggioranza superi questo termini del 31 ottobre. Stiamo parlando del bilancio di previsione di quest'anno che doveva essere approvato il 31 dicembre dell'anno scorso. Questo -conclude Marroni- dimostra il fallimento di Alemanno".

La seduta, che si è aperta nel pomeriggio di mercoledì, va avanti ad oltranza ma visti i 13.000 ordini del giorno e i 54.000 emendamenti ci vorranno più giorni di lavori per arrivare all'approvazione.
 
 

[31-10-2012]

 
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