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Erich Priebke libero per lavorare

sentenza choc del magistrato militare

Sara libero tutti i giorni e potrà lavorare. Erich Priebke, l’ufficiale delle SS, 93 anni compiuti, condannato per la strage delle Fosse Ardeatine, è stato autorizzato dall’ufficio militare di sorveglianza ad andare ogni giorno nello studio del suo avvocato per motivi di lavoro. Stupore e sdegno. Queste le reazioni del mondo politico e religioso.

Amos Luzzatto, ex presidente delle comunità ebraiche romane ha detto “è assurdo, è un modo per aggirare la condanna, magari scapperà anche”. Veltroni ha espresso solidarietà alle famiglie e ha sottolineato che roma non potrà mai dimenticare. Il deputato della margherita Roberto Giochetti ha invitato Roma a mobilitarsi, come già avvenne nel 1996, per protestare contro la decisione del tribunale militare.

aveva chiesto la grazia che però l’anno successivo gli era stata negata dal presidente della repubblica Ciampi perché non c’è mai stato il perdono da parte dei familiari delle vittime.

In base alla decisione del Tribunale, Priebke potrà ora lasciare l'appartamento sull'Aurelia per raggiungere lo studio legale nel quartiere Monti, a pochi passi dalla Banca d' Italia. Quale sarà il suo lavoro ancora non è chiaro, anche se uno dei suoi legali, l'avvocato Giosuè Bruno Naso, ricorda che in questo periodo Priebke, arrestato in Argentina nel 1994 ed estradato in Italia l'anno successivo, "scrive molto" e, probabilmente, ha bisogno di consultare materiale di documentazione. Non è escluso dunque che l'ex ufficiale nazista possa impegnarsi in un'attività di tipo editoriale.

Oltre a raggiungere il luogo di lavoro, Priebke potrà anche uscire dallo studio legale, ma, si precisa nel decreto di modifica delle prescrizioni concernenti la detenzione domiciliare, "soltanto per soddisfare, nei luoghi più vicini e per il tempo strettamente necessario, le rappresentate indispensabili esigenze di vita".

"Chi si meraviglia che Priebke abbia certi diritti è razzista", dice l'avvocato Giachini che con Priebke ha scritto il libro "Vae victis". "Stimo moltissimo il generale - sottolinea il legale - e sono orgoglioso di ospitarlo a casa mia, perché penso sia un perseguitato: è il carcerato più vecchio del mondo e non gli hanno ancora sospeso la pena, come è avvenuto a Pinochet per demagogia".

 
 

[13-06-2007]

 
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