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Virtus a valanga

Caserta resiste 30 minuti, poi Roma dilaga

Netta affermazione per la Virtus Roma, nella quinta giornata di campionato che la vedeva opposta alla Juve Caserta. In una sfida molto sentita dalle rispettive tifoserie e giocata per questo in una finalmente degna cornice di pubblico, la squadra guidata da Marco Calvani si è imposta per 86-57, un punteggio che condanna severamente gli ospiti, ai quali si deve però riconoscere anche qualcosa in più dell'onore delle armi. Scesi in campo con un roster già incompleto a causa del taglio del playmaker Wise, i casertani hanno dovuto rinunciare in corsa anche all'apporto di Marco Mordente, dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo.

La maggiore lunghezza della panchina romana ha permesso quindi a Calvani una gestione molto più serena, tanto che il parziale dell'ultimo quarto è stato quasi imbarazzante, un 33-12 che si commenta da solo. Prima che Caserta alzasse bandiera bianca, tuttavia, la partita c'era stata, e anche vera, e la Virtus ha dovuto faticare non poco per scrollarsi di dosso i bianconeri che hanno dimostrato orgoglio ed una guida tecnica sicura come quella di Sacripanti.

Ma qui finiscono le attenuanti per i campani, poichè è doveroso cominciare a sottolineare la splendida prova della Virtus, uscita tra i meritati applausi del pubblico come non succedeva da troppo tempo. Si cominciano a vedere notevoli progressi, sia nei singoli che nel gioco di squadra, ma soprattutto si ha la sensazione di un gruppo che si diverte a giocare insieme, e che sta cominciando a prendere gusto a vincere. Cinque uomini in doppia cifra, 111 complessivo di valutazione (a 38...), 54,8% da due e 52,4% da tre, sono cifre che dimostrano come quello romano stia diventando sempre più un coro intonato, con all'interno dei tenori degni di teatri ben più prestigiosi dell'angusto Palatiziano.

Il primo tra questi non può che essere Gigi Datome, che ha bagnato la sua prima gara da capitano della Virtus con una prestazione completa in attacco ed in difesa e degli acuti particolarmente riusciti, come ad esempio una prepotente stoppata a Michelori, o un canestro di tabellone apparentemente facile, ma di estrema difficoltà e bellezza. Per il neocapitano 18 punti e 37 di valutazione.

L'altro protagonista indiscusso è Phil Goss, che ha firmato i suoi 14 punti con delle pennellate d'autore, dimostrando inoltre di essere sì una prima punta, ma anche di essere a disposizione dei compagni, come dimostrano i suoi 4 assist, oltre ai 4 recuperi e ai 5 rimbalzi. I progressi evidenti e notevoli di Taylor e Lawal (13 e 12 punti rispettivamente), la solidità di Czyz (suoi i primi sette punti di Roma, inizialmente timida in attacco), la concretezza di Lorant (venti minuti in campo ed una ottima difesa sul pericoloso lungo casertano Akindele), hanno consentito anche al finora deludente Bobby Jones di sciogliersi e scaldare la mano, in attesa che acquisti maggiore fiducia e confidenza coi compagni e col canestro.

Nonostante il punteggio finale, si diceva, la partita c'è stata per almeno trenta minuti. Caserta è partita forte, appoggiandosi su Akindele e sull'altro lungo, l'atipico Jelovac, sofferti in difesa da Lawal, subito due falli, e da Czyz, poco propenso a seguire sul perimetro il serbo, che in quanto tale è provvisto di robusto tiro da fuori. Due tiri liberi di Datome sancivano il primo sorpasso romano (20-19 all'8'), col primo quarto che si chiudeva con la Virtus avanti 25-21.

Nel secondo quarto, dopo un illusorio +7 per la Virtus, Caserta si rifaceva sotto con due triple di Chatfield e di Maresca, per il 30-29 che durava oltre tre minuti, a fronte di attacchi confusi da ambo le parti. Era il duo Goss-Datome a dare una prima scrollata alla partita, quando in chiusura di tempo confezionava un parziale di 10-0 che portava le squadre al riposo (42-32). La fiera resistenza di Caserta nel terzo quarto era rappresentata principalmente da Stefano Gentile, autore di sei punti quasi consencutivi e dal tenace Jelovac, rebus irrisolto per la difesa romana che invece, grazie soprattutto a Lorant imbavagliava il lungo Akindele. Toccata di nuovo la doppia cifra di vantaggio al 31', dopo un appoggio comodo di Lawal, la Virtus cominciava da lì in poi un ultimo quarto di grande efficacia e spettacolarità, con il lungo di origine nigeriana a prendersi la scena con le sue schiacciate al volo e le sue corse da un canestro all'altro.

Caserta mollava completamente, ed era facile per i ragazzi di Calvani volare in contropiede o punire da fuori con molto spazio per tirare. Il vantaggio aumentava a dismisura, fino a toccare il + 29 del suono della sirena, con il pubblico che tributava una standing ovation meritata, sia per quanto fatto vedere finora, sia per quanto è lecito aspettarsi da ora in avanti.

Futuro prossimo che coincide con la sfida di Cremona, domenica 4 novembre alle 18,15, partita che può rappresentare il primo vero trampolino di lancio per una squadra che può davvero tornare a farsi voler bene.

Andrea De Paolis

[29-10-2012]

 
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