Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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No Monti day, il corteo contro il governo

in circa 20.000 in piazza, lancio di uova contro vetrine di alcune banche. Studenti deviano sulla tangenziale

Hanno sfilato per Roma in circa 20.000 per contestare le politiche economiche del governo Monti, l'aumento delle tasse, le difficoltà ad arrivare a fine mese. Sono operai, pensionati, studenti e dipendenti di fabbriche che sono in cassa integrazione, in piazza sono scesi anche alcuni Vigili del Fuoco che protestano contro la proposta di andare in pensione a 60 anni. Ci sono anche i disabili in carrozzina che espongono cartelli contro i tagli alle politiche sociali. Le premesse erano quelle dello scorso "15 ottobre", con polizia schierata in gran numero per evitare gli scontri e le violenze in città. In realtà, il corteo, a parte l'occupazione della tangenziale da parte di alcuni studenti, e qualche vetrina o sede di banca imbrattata, è stato per tutto l'arco del percorso pacifico. Per irridere la polizia ed alcuni giornali che avevano gridato ai "Black Bloc" un centinaio di manifestanti hanno inscenato una fina carica, poco prima dell'arrivo a San Giovanni.

FINTA CARICA



Dopo l'occupazione della Tangenziale gli studenti si sono poi diretti lungo viale Castrense, poi in via Santa Croce in Gerusalemme, dove c'è stato un lancio di oggetti contro la Polizia. Qualche tafferuglio anche nei pressi di via Merulana, dove un cassonetto è stato incendiato, e su via Cavour, dove è stata imbrattata una vetrina con la scritta “Monti e Fornero al cimitero”. La sede dell’Unipol è stata oggetto di lanci di bottiglie e vernice. Molte le stazioni metro chiuse e le linne bus e tram deviate, con innumerevoli disagi alla circolazione al centro.

TESTA DEL CORTEO



“La grande partecipazione al 'No Monti day' dimostra come le politiche dell'attuale Governo abbiano creato un ampio dissenso nel paese, soprattutto a causa dell'assenza di risposte e di proposte sui temi più importanti, ossia il sostegno ai cittadini e alle famiglie, nonché al rilancio dell'occupazione, in un momento di grave crisi economica -spiega Luigi Nieri, capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà nel Consiglio regionale del Lazio- Il cambiamento non può che passare per un forte atto di discontinuità rispetto alle politiche montiane. I diritti e il lavoro debbono essere al primo punto nella costruzione del futuro del paese”.

CORTEO A SAN GIOVANNI

[28-10-2012]

 
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