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"No Monti day", il resoconto della giornata

tafferugli tra studenti e Polizia in via Santa Croce in Gerusalemme

di Luca Siliquini

Una mobilitazione che si era prevista “calda”. Il “No Monti day”, come da copione, si è rivelata una manifestazione non priva di disordini, comunque ben gestiti. Tre cortei riuniti - medici, centri sociali e studenti -, più sindacati di base, partiti della sinistra come Rifondazione, Sinistra Critica, il partito comunista del lavoratori, operai delle aziende in crisi, No Tav della Valsusa, No debito,  forum dell’acqua per un totale di 150.000 persone presenti a contestare la politica, soprattutto economica, dell’attuale esecutivo. Nel pomeriggio il serpentone si è incontrato a piazza San Giovanni per esprimere in maniera forte e unita il proprio dissenso.





Momenti di tensione si sono verificati quando verso le 18:00 parte del corteo degli studenti si è distaccata dal resto dei manifestanti, deviando da via Carlo Felice verso Scalo San Lorenzo. Qui gruppo alternativo ha bloccato l’A24 e iniziato a lanciare sassi sulla strada. Per ragioni di sicurezza, la Polizia di Roma Capitale ha bloccato il passaggio nel tratto dalla stessa A24 a Passamonti direzione Olimpica e da Castrense a Scalo San Lorenzo direzione San Giovanni. Gli studenti si sono poi diretti lungo viale Castrense, poi in via Santa Croce in Gerusalemme, dove è continuato il lancio di sassi e petardi contro la Polizia. Qualche lieve disordine anche nei pressi di via Merulana, dove un cassonetto è stato incendiato, e su via Cavour, dove è stata imbrattata una vetrina con la scritta “Monti e Fornero al cimitero”. La sede dell’Unipol è stata oggetto di lanci di bottiglie e vernice. Molte le stazioni metro chiuse e le linne bus e tram deviate, con innumerevoli disagi alla circolazione.

La grande partecipazione al 'No Monti day' dimostra come le politiche dell'attuale Governo abbiano creato un ampio dissenso nel paese, soprattutto a causa dell'assenza di risposte e di proposte sui temi più importanti, ossia il sostegno ai cittadini e alle famiglie, nonché al rilancio dell'occupazione, in un momento di grave crisi economica. Il cambiamento non può che passare per un forte atto di discontinuità rispetto alle politiche montiane. I diritti e il lavoro debbono essere al primo punto nella costruzione del futuro del paese”. Luigi Nieri, capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà nel Consiglio regionale del Lazio.




[27-10-2012]

 
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