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Inquilini in protesta contro il caro-affitti

Stamane in piazza SS Apostoli, manifestanti riuniti per il diritto alla casa

di Luca Siliquini

“Noi denunciamo che oltre l’80% degli sfratti sono attualmente per morosità, non perché l’inquilino non vuole pagare, ma perché non riesce più a pagare. Da una parte perché i canoni richiesti sono troppo alti, dall’altra perché in molti casi il datore di lavoro non paga lo stipendio al lavoratore.” A parlare è Massimo Pasquini, presidente Unione Inquilini, in occasione della Giornata nazionale di mobilitazione degli inquilini. I sindacati SUNIA, SICT, UNIAT e appunto Unione inquilini hanno oggi indetto un presidio davanti la prefettura di Piazza SS Apostoli per protestare contro i costi troppo elevati degli affitti e la negata concessione di case popolari.

I manifestanti sono scesi in piazza puntando il dito contro l’insostenibile situazione vissuta a Roma e nel Lazio. 6600 sfratti di cui 5300 per morosità “incolpevole”, 1700 famiglie solamente nella Capitale con sfratto eseguito, 20.000 famiglie che chiedono il contributo all’affitto e/o una casa popolare. “Il lavoratore”, continua Pasquini, “non può licenziare il suo datore di lavoro, il padrone di casa può licenziare, cioè sbattere fuori l’inquilino. Noi riteniamo che questo debba essere modificato e chiediamo che, così come per i mutui, si faccia una moratoria”.

“La fotografia di Roma è disperante”, afferma una manifestante, “perché la politica abitativa da almeno quindici anni non viene fatta. Sono tre anni che non c’è un bando per avere una casa, per chi ne ha diritto. Circa 10.000 persone, tra cui molti anziani, si ritrovano in una situazione pazzesca, mentre il patrimonio comunale è lasciato allo sbando”.

“Siamo vicini ai cittadini che stanno manifestando davanti la Prefettura per chiedere la moratoria sugli sfratti”, ha dichiarato qualche ora fa Gianluca Peciola, consigliere provinciale Sel. “A fronte dell’aumento degli sfratti, sono cresciute le domande per un alloggio popolare, arrivate a 40mila. Ma in questi anni di amministrazione di centrodestra sono state consegnate solo poche centinaia di case popolari. Per dare risposte concrete alle famiglie che vivono il dramma dell’emergenza abitativa, è necessario investire sull’edilizia residenziale pubblica e avviare una mappatura degli immobili in disuso da riconvertire. Il Governo”, conclude Peciola, “ascolti le richieste dei cittadini e dei sindacati e, come prima risposta, provveda all’immediata proroga degli sfratti”.

[26-10-2012]

 
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