Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
 
 

Io e te

di Bernardo Bertolucci. Con Tea Falco, Jacopo Olmo Antinori

di Alessio Palma

Lorenzo, quattordicenne introverso e con problemi relazionali, si nasconde per una settimana nella cantina del palazzo in cui vive con i genitori, mentre la madre lo crede in gita scolastica. Ma Olivia, la sua sorellastra, irrompe all’improvviso nella cantina. In quello spazio angusto i due ragazzi scoprono il sentimento fortissimo che li lega.

Dopo una lunga assenza dagli schermi (THE DREAMERS è del 2003) e il progetto, poi arenatosi, di un film su Gesualdo da Venosa, Bertolucci torna alla regia con un film “piccolo”, tratto da un romanzo breve di Niccolò Ammaniti, il suo primo girato in lingua italiana dai tempi de LA TRAGEDIA DI UN UOMO RIDICOLO.

Il libro di Ammaniti deve aver affascinato il regista parmense per le assonanze con alcuni temi forti del suo cinema: in particolare l’adolescenza, vissuta in bilico tra disagio e ribellione, in cui gioca un ruolo decisivo lo scontro con l’autorità genitoriale e il contesto chiuso e claustrofobico dove esplodono passioni e sentimenti repressi. Bertolucci opera un significativo cambiamento rispetto al testo di partenza rinunciando al finale tragico e chiudendo il film su una nota di speranza: forse, dopo quei sette giorni di volontaria clausura, Lorenzo ha finalmente varcato il passaggio dall’infanzia all’adolescenza.

Rinunciando al suo consueto stile magniloquente per una maggiore secchezza visiva il regista sceglie di stare il più possibile vicino ai corpi dei giovani personaggi, segnati da ferite psicologiche (Lorenzo) e fisiche (la tossicodipendenza di Olivia).  Ma la recitazione ancora grezza e priva di sfumature di Jacopo Olmo Antinori e Tea Falco e uno script forzatamente ridotto all’essenziale, depotenziano il film di tutte quelle implicazioni simboliche e psicanalitiche contenute nel soggetto. In un’altra opera di taglio intimista come L’ASSEDIO, Bertolucci era riuscito perfettamente a far emergere in superficie il rimosso dei protagonisti e, nello stesso tempo, a raccontarne il legame. In IO E TE, invece, la storia procede su un unico binario, dagli esiti prevedibili, e quello che il film guadagna in scioltezza narrativa perde in capacità di osservazione, rischiando di farsi ricordare solo come l’esito “minore” di un grande regista.

 Guarda il Trailer

 



votanti: 3
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[25-10-2012]

 
Lascia il tuo commento