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Amour

di Michael Haneke. Con Jean-Louis Trintignant, Emmanuelle Riva

di Svevo Moltrasio

La quotidianeità di un'anziana coppia di borghesi pensionati parigini è stravolta dalla malattia della donna. Il marito dovrà prendersene cura e le giornate si faranno via via più dolorose.

A tre anni da IL NASTRO BIANCO, l’austriaco Michael Haneke ha bissato la Palma d’oro a Cannes con questo nuovo AMOUR. Scritto dallo stesso regista, il film ha unanimemente convinto anche la critica e nessuno ha avuto da ridire sulla premiazione. Nonostante la presenza della fedelissima Isabelle Huppert, i protagonisti assoluti della pellicola sono gli ultraottantenni Jean-Louis Trintignant e Emmanuelle Riva.

Lo stile asciutto e pacato del regista è in questo caso al servizio di una narrazione giocata su piccolissimi particolari: tutto è ridotto all’osso, dagli avvenimenti, agli ambienti fino ai personaggi. Sullo schermo il resoconto scarno di un’improvvisa malattia che condiziona la vita quotidiana degli anziani coniugi, non intaccandone però il sentimento che li lega da anni. Haneke li osserva con pochissimi movimenti di macchina, sempre e comunque estremamente lenti e geometrici.

L’intenzione è quella di non perdere una sola ruga dei volti dei protagonisti, con estenuati primi piani che esaltano le prove straordinarie dei due interpreti. Proprio grazie ai due protagonisti il film si fa spesso davvero straziante, toccando corde sinceramente drammatiche di rado raggiunte dal regista. Diverse scene poi – come l’incubo o gli ultimi atti del protagonista – danno ancora più sostanza a un film che nella sua semplice complessità ha la carta vincente. A conti fatti, conoscendo bene l’autore, probabilmente non ci si sorprende più di tanto. Ma in questo caso non è un difetto.

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votanti: 3
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[24-10-2012]

 
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