Giornale di informazione di Roma - Lunedi 26 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

Fondi regionali, Fiorito "assecondava i propri sfizi e capricci"

le motivazioni della sentenza che ha respinto la richiesta di scarcerazione.

Franco Fiorito definito come “ingordo grassatore della cosa pubblica”, con una personalità "negativa". E' quanto si legge nella sentenza del Tribunale del Riesame di Roma, che ha respinto la richiesta di scarcerazione per l’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio indagato per peculato.

I giudici motivando la sentenza scrivono che quella di Fiorito è stata “una condotta biennale di ostentata strumentalizzazione della carica rivestita, e di scandalosa dissipazione di ingenti risorse pubbliche per fini personali”.
Secondo i giudici dai fondi a disposizione del gruppo consiliare del Popolo della libertà alla Regione Lazio, Fiorito ha trasferito a sua favore una somma pari a un milione e 357mila euro. denaro col quale, prosegue il Tribunale, Fiorito ha “Assecondato i propri sfizi e capricci (…), impiegandolo per la soddisfazione di spese spesso di natura voluttuaria”. Sono gli stessi giudici a fornire qualche esempio di queste spese: una jeep, un suv, una vacanza di sei giorni a Positano costata 4 mila e 700 euro.

Nelle motivazioni del Tribunale del Riesame si fa riferimento anche a un episodio di tentata concussione per fatti risalenti al 2004, quando Fiorito era sindaco di Anagni. Sono però i due anni trascorsi in Regione con la carica di capogruppo ad essere sotto osservazione dei magistrati: due anni nel corso dei quali, secondo il Tribunale, Fiorito avrebbe consapevolmente e volontariamente ignorato le leggi che disciplinano il suo mandato e quelle che regolano l’uso delle risorse pubbliche che gli erano state affidate.

 
 

[22-10-2012]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE