Giornale di informazione di Roma - Venerdi 30 settembre 2016
 
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Roma dalle stalle alle stelle: rimonta incredibile con il Genoa

Da 2-0 a 2-4, i giallorossi si esaltano dopo 20' da incubo: grandi Totti e Osvaldo, bene De Rossi. Squadra in crescita.

Ecco lo Zeman che conosciamo. Se non ancora del tutto negli schemi e nei movimenti, almeno nella mentalità e in quelle partite in cui sembra poter succedere di tutto. Anche di trionfare in un campo difficilissimo come quello di Marassi, e dopo quindici minuti da incubo. Così, una Roma trascinata da Totti e Osvaldo ribalta una gara che sembrava destinata a una piega simile a quella di Torino. Finisce con un rotondo 4-2, che spazza via le polemiche a dir poco stucchevoli degli ultimi quindici giorni su castighi ed esclusi di lusso.

PRIMO TEMPO – Il tecnico boemo riabilita Osvaldo e De Rossi dopo la panchina con l’Atalanta, ma conferma Tachtsidis in cabina di regia. In difesa, Piris vince il ballottaggio con Taddei sulla destra e viene confermato Marquinhos dal primo minuto. Come detto, l’inizio è da incubo: il Genoa parte in quinta, pressando in ogni zona del campo e non permettendo alla Roma, in sostanza, di uscire dalla propria metà campo. I rossoblu trovano il vantaggio dopo appena 7’: Kucka raccoglie una palla vagante al limite dell’area e, incontrastato, trova un meraviglioso destro a girare che si insacca alla sinistra di un incolpevole Stekelenburg. La Roma accusa il colpo, e al 15’ subisce il 2-0 del potenziale ko: Marquinhos sbaglia un rinvio di testa e dà il la a un’azione che porta Jankovic prima a colpire la traversa e poi a ribadire in rete da distanza ravvicinata, con la difesa giallorossa in bambola. Stanno così per affacciarsi gli spettri della partita di Torino, quando i senatori della squadra prendono finalmente per mano la compagine e danno la scossa. L’episodio che fa girare, e di brutto, il match avviene al 27’: Piris, assai meno timido del solito nelle discese, raccoglie una respinta della difesa genoana e serve Totti, che da posizione defilata fredda Frey con un preciso diagonale. Da qui inizia un’altra partita: la Roma, fin qui mai scesa in campo se si eccettua il solito dinamico Florenzi, prende possesso del match, e il Genoa sparisce. I giallorossi mostrano finalmente di aver assimilato, almeno in parte, i dettami di Zeman, e li mettono in pratica. De Rossi, nell’occhio del ciclone per evidenti ragioni, si sostituisce spesso a un pallido Tachtsidis in regia, Balzaretti e Piris spingono sulle fasce e Totti ispira. Dopo un gran salvataggio di Stekelenburg su bolide di Jorquera da fuori e una respinta con i piedi di Frey su Lamela, in extremis arriva il pareggio: Osvaldo, protagonista poco prima di un colpo di testa  sfiorare il palo, gira al volo un bellissimo cross di Piris dal fondo e batte imparabilmente Frey. E i primi 45’ minuti si chiudono con un pareggio che ben rispecchia la partita a due volti.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa la Roma riprende il filo del discorso esattamente dove lo aveva interrotto prima dell’intervallo: pressing asfissiante, baricentro alto e sovrapposizioni. Osvaldo sfiora il gol con un destro a girare, ma è questione di minuti: al 10’ proprio l’italoargentino svetta di testa su corner di Florenzi e mette in rete. Nonostante le mosse di De Canio, che inserisce, in sostanza, tutti gli attaccanti che ha in panchina (Immobile e Melazzi più Bertolacci), l’inerzia della partita non cambia: il Genoa sembra aver speso tutto in quegli incredibili venti minuti iniziali, mentre la Roma viaggia con una marcia in più. E tutto ciò nonostante Zeman attenda il 32’ per il primo cambio (Pjanic per Florenzi, sconfitto dai crampi). In diverse occasioni i giallorossi vanno a un passo dal quarto gol. Che puntualmente arriva al 38’, con i rossoblu ridotti in dieci per la distorsione alla caviglia rimediata da Borriello: su azione insistita, Lamela raccoglie palla ai sedici metri e batte Frey con un bel sinistro a girare. Scampoli di match per Bradley, che prende il posto di uno stanco Osvaldo.

Negli ultimi due anni abbiamo imparato che a etichettare una vittoria come ‘svolta’ seguono sempre guai. Eppure, l’incredibile rimonta contro il Genoa ha il sapore di una Roma che può aver trovato una sua consapevolezza e, finalmente, un’organizzazione di gioco. De Rossi e Osvaldo, dopo le insopportabili polemiche di queste due settimane, hanno risposto in modo eccellente sul campo: il centravanti con una doppietta, e il centrocampista dimostrando di poter coesistere con Tachtsidis in fase di impostazione e di poter mettere a disposizione anche di Zeman le sue doti in fase di interdizione. Su tutti, ma non è una novità, Francesco Totti, che con il suo gol è riuscito a capovolgere il copione di una partita che aveva, nei primi minuti, tutte le caratteristiche del disastro. Bene la coppia di centrali di difesa, nonostante la sbavatura di Marquinhos sul secondo gol del Genoa. Bene, poi, la tenuta fisica mostrata nei novanta minuti. Certo c’è da riflettere, e molto, sul motivo per il quale la Roma continui a concedere le prime parti di gara agli avversari (è successo col Genoa, con l’Atalanta e con la Juve). Insomma, c’è da lavorare, e questa vittoria può essere solo un punto di partenza. Ma non è poco…

Simone Luciani

Genoa-Roma 2-4
GENOA: Frey; Granqvist, Bovo, Canini, Moretti; Jankovic, Seymour (17 st Bertolacci), Kucka, Antonelli (25 st Melazzi) Jorquera (8 st Immobile), Borriello (30 Tsorvas, 32 Donnarumma, 10 Merkel, 18 Piscitella, 28 Tozser, 31 Sampirisi). All.: De Canio
ROMA: Stekelenburg; Piris, Marquinhos, Castan, Balzaretti; De Rossi, Tachtidis, Florenzi (32' st Pjanic); Lamela, Osvaldo (43' st Bradley), Totti. (13 Goicoechea, 55 Svedkauskas, 4 Braley, 7 Marquinho, 11 Taddei, 15 Pjanic, 17 Lopez, 20 Perrotta, 46 Romagnoli). All. Zeman
ARBITRO: Orsato di Schio
MARCATORI: pt 7' Kucka, 15' Jankovic, 27' Totti, 44' Osvaldo; st 10' Osvaldo, 38' Lamela
NOTE: recupero 1 e 5. Angoli: 9-5 Roma. Ammoniti: De Rossi, Seymour, Canini, Granqvist per gioco scorretto. Spettatori: 19.000

[22-10-2012]

 
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