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Corteo Cgil in centro. "Il lavoro prima di tutto"

Walter Schiavella, segretario generale Fillea: “Dal 2009 spariti 120mila lavoratori l’anno”

di Luca Siliquini

Il sindacato degli edili Cgil e centinaia di lavoratori e lavoratrici si sono riuniti oggi per protestare contro le tante crisi aziendali del settore, con lo slogan “Il Lavoro prima di tutto”. Lavoratori, studenti, precari, disoccupati, ricercatori e operai hanno sfilato a San Giovanni, tra un mare di palloncini rossi, per chiedere lavoro ed equità sociale.

“Nel nostro settore dal 2009 sono spariti 120mila lavoratori all’anno”, dichiara Walter Schiavella, segretario generale della Fillea, “che fa 328 al giorno: questo il drammatico bilancio dello tsunami che ha spazzato via 1/3 dell’Italia delle costruzioni. I dati congiunturali di crisi, la più devastante dal dopoguerra, segnano un record negativo storico per le costruzioni, che vede nero da 19 trimestri consecutivi. Abbiamo perso il 30% della produzione ed il 40% degli investimenti pubblici”, sottolinea Schiavella, “tra il 2008 ed il 2010 il crollo del fatturato complessivo è stato di oltre il 16%. Abbiamo 60mila imprese fallite e 500mila posti di lavoro persi, la metà nel solo settore dell’edilizia, dove registriamo una caduta verticale rispetto al 2008 di tutti i valori: - 240mila gli addetti, - 400milioni le ore lavorare, - 2 miliardi la massa salariale”.

In quattro anni si è consumata quella che alla Fillea chiamano “una tempesta perfetta, scatenata dall’insieme di due fattori di crisi: uno congiunturale, provocato dalla bolla immobiliare del 2008, ed uno strutturale, cioè la crisi di un modello industriale vecchio ed obsoleto, che non ha saputo capitalizzare gli anni di crescita del settore per rafforzare la qualità delle imprese, sia in dimensione che in investimenti finalizzati alla ricerca ed innovazione dei materiali e delle filiere”. Per questo la crisi delle costruzioni in Italia è stata per Schiavella più forte che negli altri paesi europei, che hanno potuto invece contare su “un sistema delle imprese più strutturato che, sostenuto da politiche attive dei governi, ha saputo intervenire per tempo sui modelli industriali, innovandolo nella direzione della sostenibilità”. “Rispetto al 2008 abbiamo un calo del 31% degli addetti, del 35% delle ore lavorate e del 25% della massa salari. - prosegue - Dati che al Sud raggiungono punte massime, con il triste primato negativo di Sassari, dove si registra – 47% di ore lavorate e addetti e - 39% di massa salari. Segue Taranto, con – 47%di ore, - 35% addetti e – 38% massa salari, poi Salerno con – 41% ore, - 38% operai e – 31% massa salari. Questi non sono dati di una semplice crisi ma, se non si interviene immediatamente, di un tracollo sistemico”.

“Bisogna mettere fine al governo Monti e alle sue politiche di austerità a carico dei lavoratori, dei pensionati e delle imprese -dice il senatore Idv Stefano Pedica- E noi oggi daremo il nostro contributo raccogliendo in piazza San Giovanni le firme per i quattro referendum sul lavoro e contro i costi della politica. Vogliamo che la contrattazione collettiva torni a prevalere su quella aziendale e cancellare la riforma dell’articolo 18 dello Statuto che rende pressoché impossibile il reintegro del lavoratori illegittimamente licenziato".

E' stata riaperta nel frattempo la stazione San Giovanni della linea A della metropolitana, chiusa dalle 10 di stamane per motivi di sicurezza.

[20-10-2012]

 
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