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Regionali, opposizione occupa la giunta

Il capogruppo Pd Esterino Montino: “Se continua il silenzio Polverini, resteremo qui tutta la notte”

di Luca Siliquini

Di nuovo bufera in Regione. E’ infatti di poche ore fa la notizia del blitz dell’opposizione nella sede della giunta regionale sulla Colombo. “Occupiamo l’androne per richiedere l’indizione delle elezioni entro dicembre. E’ uno scandalo, ripristiniamo la legalità”, affermano i manifestanti. Presenti, tra gli altri, i capogruppo dell’opposizione Esterino Montino (Pd), Luigi Nieri (Sel), Ivano Peduzzi (Fds), Annamaria Tedeschi (Idv). “Questo è un golpe per la democrazia”, ha detto il capogruppo di Sel Luigi Nieri. “Se entro oggi verrà fuori una data per il voto”, aggiunge il capogruppo Pd Esterino Montino, “la nostra protesta finirà. Se continua l’imbarazzante silenzio della Polverini resteremo qui tutta la notte e nella giornata di domani”. Mossa a dir poco incisiva, viene da dire, soprattutto a fronte dell’incontro svoltosi la scorsa settimana al Viminale tra la governatrice uscente della Regione Lazio e il Ministro dell’Interno Cancellieri. Non tutti sembrano comunque d’accordo con la scelta operata dall’opposizione. “Occupare la sede della Giunta, parlare di golpe della democrazia, soprattutto dopo aver adottato 3 anni fa la stessa procedura, è da incoerenti ed irresponsabili”, commenta Gianni Sammarco, deputato e coordinatore romano Pdl.

La cosa ancor più grave di questo comportamento da parte dell’opposizione regionale è la sottomissione dell’interesse collettivo, delle esigenze di razionalizzazione e risparmio, ad un interesse puramente strumentale. Continuando a fare politica in questo modo”, chiosa Sammarco, “credo che non dovrebbero avere tanta fretta di tornare alle urne; evidentemente non hanno la percezione di quanto gli elettori siano saturi di alchimie e tornaconti personali”. Qualcun altro mantiene posizioni più neutre, sebbene critici, nei confronti dell’occupazione alla Pisana. “La manfrina sulla data delle elezioni”, dice Antonio Saccone, commissario regionale Udc nel Lazio, “sta diventando insopportabile. Per noi si può votare domani come a febbraio. La scelta della data è un fatto tecnico e non compete alle forze politiche, che dovrebbero porsi piuttosto una domanda: il tempo in attesa del voto va riempito con sit-in di protesta per un po’ di propaganda elettorale o riducendo i costi della politica come ci chiedono i cittadini e il governo?”. Neutrali rispetto il sit-in anche i Radicali. “Auspicando che la Presidente Polverini convochi immediatamente le elezioni perché si tengano entro il prossimo dicembre, come unanimemente viene richiesto per stare dentro le indicazioni di legge, non partecipiamo alla manifestazione che si sta tenendo in queste ore convocata dai consiglieri regionali del Pd e delle altre forze di opposizione, per due ragioni:

1) Perché riteniamo qualitativamente inadeguata un’azione volta semplicemente a chiedere alla Polverini di fare “elezioni subito”: la Presidente dimissionaria, infatti, sceglierà di indire o meno queste elezioni, nelle prossime ore, non a seguito di questo tipo di pressioni ma solo in conseguenza di forti richiami che certamente ci devono essere da parte dei massimi vertici istituzionali.

2) Perché partecipiamo, nelle stesse ore, alla conferenza stampa sui Referendum di ‘Roma si muove’ per i quali avremmo auspicato un pari entusiasmo organizzativo da parte del Partito Democratico, di sicuro molto più utile per consegnare nelle mani dei cittadini partecipazione e democrazia”. Tanto scrivono in una nota Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, consiglieri regionali Lista Bonino Pannella Federalisti Europei.

[16-10-2012]

 
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