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Fiorito, beni sotto sequestro per un milione e trecentomila euro

Il gip Stefano Aprile al termine del primo interrogatorio: “Prove molto concrete, ben oltre quanto richiesto”

di Luca Siliquini

Una villa al Circeo, undici conti correnti (7 italiani e 4 spagnoli) per un importo di un milione di euro - da destinare al Fondo unico per la giustizia - e 3 auto. Questo il bilancio dei beni sequestrati a Franco Fiorito dalla guardia di finanza a fronte dell’inchiesta sulla gestione dei fondi alla Pisana. La contromossa dei legali Carlo Taormina ed Enrico Pavia è ovviamente pronta. Previsto infatti per il 9 ottobre, davanti al giudici del Riesame, il ricorso presentato dai difensori dell’ex capogruppo del Pdl. Ricorso in cui si chiede, neanche dirlo, la scarcerazione del politico, finito a Regina Coeli dopo il provvedimento cautelare emesso con l’accusa di peculato. “E’ il caso di evidenziare che nel presente procedimento si sono raccolte prove molto concrete che vanno ben al di là di quanto richiesto”, ha dunque dichiarato il gip Stefano Aprile - emissario del suddetto provvedimento - alla fine dell’interrogatorio che ha oggi tenuto Fiorito “impegnato” per circa tre ore. “Il quadro degli elementi raccolti nel corso delle indagini va ben oltre il fumus boni iuris sufficiente all’adozione del provvedimento di sequestro preventivo. Sussistono”, specifica il gip, “a carico dell’indagato, i gravi indizi di colpevolezza come meglio descritti nell’ordinanza di custodia cautelare”. In sintesi, l’inizio non sembra dei migliori. Considerando anche che, da parte sua, Taormina ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Comprensibile.

Le cifre parlano chiaro, un sequestro per un totale di un milione e trecentomila euro. Somme di denaro depositate sui conti correnti intestati o co-intestati a Franco Fiorito presso le agenzie Unicredit di Anagni Casilina, Roma Eur e Anagni, più due filiali del Monte Paschi di Siena, una della Deutsche Bank e una della Banca Popolare del Lazio. Senza dimenticare le liquidità depositate sui conti esteri a La Coruna, Barcellona, Santa Cruz de Tenerife e Madrid. Per concludere, rimangono l’immobile al Circeo - in località Punta Rossa, composto da otto vani - e le auto: una Jeep Wrangler, una Bmw e una Smart. Il gip ha quindi disposto che il decreto sia notificato a Fiorito e alla madre Anna Tintori, che il sequestro delle somme di denaro sia eseguito “fino alla concorrenza di un milione di euro, potendosi ritenere detta somma sufficiente a raggiungere il totale delle somme appropriate, tenuto anche conto del sequestro dell'immobile (fino alla concorrenza di 300mila euro) e del sequestro dei veicoli”. “Sul Fondo Unico Giustizia - scrive sempre il gip - andranno le somme individuate sui conti italiani e quelle depositate sui conti esteri, i cui soldi saranno sequestrati mediante rogatoria con le autorità spagnole”. Quanto ai veicoli, saranno affidati in custodia al nucleo di polizia valutaria della guardia di finanza “con facoltà d’uso per l’impiego in attività di polizia, senza oneri a carico del procedimento”.

[04-10-2012]

 
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