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Morý nel 2010 incastrata nell'ascensore, a processo ex datore di lavoro

l'imprenditore Ŕ accusato di omicidio colposo

23 ottobre 2012: è la data in cui l’ex datore di lavoro di Piera Pronti comparirà davanti ai Giudici del Tribunale di Roma. Un processo che inizierà dopo due anni dall’orribile caso di cronaca: la donna di origini abruzzesi morì il 13 settembre del 2010 incastrata tra le grate di protezione di un ascensore mentre prestava servizio di pulizia in un condominio di via Corvisieri, zona piazza Bologna. Era al suo primo giorno di lavoro. L’imprenditore, all’epoca trentenne, era il titolare dell’impresa di pulizia ed è accusato di omicidio colposo.

Saranno i giudici a stabilire (a suon di perizie) se esistono responsabilità a suo carico. Formalmente è indagato per “non aver fornito alla dipendente materiali idonei per lavorare in sicurezza”. Avrebbe dichiarato, infatti, di essere consapevole dell’inagibilità di quell’ascensore, ma avrebbe tenuto l’informazione per se fino al giorno della tragedia. Fu un’inquilina ad utilizzare il mezzo trovando le portiere aperte. Piera  Pronti, 46 anni di Sgurgola, stava pulendo la grata dell'ascensore su una scala quando si è sporta proprio mentre arrivava l'ascensore. Il mezzo l'ha colpita alla testa uccidendola. La donna si era arrampicata su una scala per pulire anche la parte interna senza accorgersi dell'arrivo dell'ascensore dai piani superiori. L'ascensore si è bloccato all'impatto col suo corpo ma non è bastato a salvarle la vita e probabilmente la morte è avvenuta per asfissia. Presto potrebbero arrivare altre iscrizioni nel registro degli indagati.

[01-10-2012]

 
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