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Vermeer, mostra alle Scuderie del Quirinale

"Il secolo d'oro dell'arte olandese", l'arte del maestro olandese sarà esposta fino al 20 gennaio

di Renata Pasquini

Le Scuderie del Quirinale sono state scelte come luogo per l'esposizione delle opere del genio di Delft, attualmente non conosciuto a sufficienza in Italia. Nessun museo italiano ospita infatti ancora dipinti di Vermeer, e una rassegna a lui dedicata arriva ora per la prima volta a Roma.

Al momento ben poco si sa di questo artista: nato a Delft nel 1632 e morto nel 1675, fu probabilmente allievo di Carel Fabritius, anche lui esposto ora alle Scuderie del Quirinale; sposò, malgrado fosse protestante, la cattolica Catherina Bolnes, alla quale lasciò in eredità soprattutto debiti. L’aura di mistero che avvolge la sua vita ha dato adito a molte speculazioni, a fantasie che l'hanno messo al centro di un libro e di un film (“La ragazza con l’orecchino di perla”), e all'attribuzione di opere oggi unanimemente ritenute dagli studiosi dei falsi.

Dieci sale sono state allestite all'interno delle Scuderie per celebrare il pittore olandese, ma anche altri suoi illustri compatrioti, da Jan van der Heyden a Emanuel de Witte, da Daniel Vosmaer a Gabriel Metsu. Icona indiscussa dell'arte olandese del diciassettesimo secolo, Vermeer riesce a fotografare nei suoi quadri con occhio lucido usi e costumi del suo tempo, con un realismo apparentemente dimesso, attentissimo alle piccole cose, ai dettagli della quotidianità, messi in evidenza attraverso sapienti giochi di luci ed ombre, colori intensi che si stagliano su sfondi spesso monocromatici: dal nero della “Ragazza con l'orecchino di perla” al grigio della parete di fondo in “Giovane donna con una brocca d'acqua” o “La merlettaia”.

Spesso al centro delle sue opere troviamo giovani donne intente ai loro lavori domestici, oppure momenti di vita familiare o di relazioni umane la cui essenza è racchiusa in un piccolo gesto, nella posizione di un braccio, in un gioco di sguardi catturato come in un istantanea. Non mancano poi nella sua produzione rappresentazioni della sua città, dal porto alle stradine di Delft.

Nella mostra sono esposti alcuni dei quadri più famosi di Vermeer (solo otto, ma comunque un lusso): da “La giovane donna seduta al virginale” a “La suonatrice di liuto”, da “La ragazza con il cappello rosso” alla “Giovane donna con un bicchiere di vino” (quest’ultimo a partire dal 4 ottobre).

“Vermeer. Il secolo d’oro dell’arte olandese”, che rimarrà a Roma fino al 20 gennaio 2013, offre anche dei laboratori, pensati in particolare per le scuole e le famiglie: davvero un'occasione imperdibile quindi per scoprire il fascino delle tele del maestro di Delft, ma anche di tutta la sua epoca, una delle più vivaci per l'arte nei Paesi Bassi.

Per informazioni e l’elenco delle opere in esposizione:
https://www.scuderiequirinale.it/categorie/mostra-003

[27-09-2012]

 
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