Giornale di informazione di Roma - Martedi 27 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Politica Roma
 
» Prima Pagina » Politica Roma
 
 

Regione, Polverini vicina alle dimissioni

colloquio della Polverini con Alfano. Udc ago della bilancia, poche firme per far cadere il consiglio

Le dimissioni di Renata Polverini sono imminenti: il filo che tiene insieme la maggioranza del consiglio regionale si fa sempre più sottile ed è legato alla decisione dell’Udc di rimanere, o meno, nella maggioranza. Nel partito centrista è ormai evidente la spaccatura tra chi, come il vicepresidente Luciano Ciocchetti, vorrebbe confermare l’appoggio alla maggioranza e chi invece, come Casini e Cesa, ha auspicato un atteggiamento più fermo e rigoroso del partito.

La conclusione dell’esperienza del governo Polverini sarebbe ormai imminente e considerata dallo stesso Udc “moralmente indispensabile”. Le ipotesi in campo sarebbero due: il ritiro della fiducia immediato oppure in un tentativo di estrema mediazioni, il ritiro della fiducia successivo all’approvazione di un nuovo pacchetto di tagli. Intanto l’opposizione ha pronto un documento congiunto in cui si annunciano le dimissioni di tutti i consiglieri dell’opposizione. Sono 26 quelli pronti a lasciare, a questi si aggiungerebbero i due radicali, il verde Bonelli e sarebbe proprio l’Udc a questo punto ad essere determinante. Dopodomani è prevista una seduta straordinaria del consiglio dove l’opposizione presenterà una mozione di sfiducia nei confronti di Renata Polverini che, a questo punto, se priva dell’appoggio dell’Udc potrebbe anche decidere di rassegnare le dimissioni prima di perdere i “numeri” in Consiglio. Il presidente di Regione oggi ha avuto un lungo colloquio con il segretario del Pdl Angelino Alfano. Sembrerebbe che Alfano sia riuscito a prendere tempo, in attesa del varo del piano generale dei tagli voluto dalla Polverini.

Oggi in un blindatissimo Consiglio regionale, inspiegabilmente inaccessibile ai giornalisti con telecamera su disposizione del presidente Abbruzzese, si è riunita la conferenza dei capigruppo in cui dovevano essere nominati componenti e presidenti delle nuove commissioni. L’assenza dell’opposizione in un’azione definita dagli stessi consiglieri di “guerriglia parlamentare” ha però impedito la nomina dei nuovi membri. Si tratta di un’azione ostruzionistica contro un governo regionale che –secondo l’opposizione- dopo lo scandali ai fondi consiliari non deve rimanere in carica.

[24-09-2012]

 
Lascia il tuo commento