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Il pallonaro Lazio
 
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Lazio sprecona, beffa Genoa

I biancocelesti dominano in lungo e in largo la partita ma Borriello li punisce in contropiede. Primo stop dell'era Petkovic, mercoled́ sera big match contro il Napoli al San Paolo

E' arrivata, forse nella maniera meno aspettata, la prima sconfitta della nuova Lazio targata Petkovic. I biancocelesti hanno ceduto il passo ad un Genoa operaio e cinico, abile nello sfruttare una delle pochhe disattenzioni della retroguardia capitolina.

LA PARTITA - Petkovic stavolta cambia, e non poco, in attacco. Fuori Klose e Mauri, dentro Zarate e Kozak, si rivede Scaloni in difesa, debutto dal primo minuto per Ciani. La Lazio macina gioco fin dall'inizio: Kozak scavalca Frey al 10' ma Canini salva i suoi. Tre minuti dopo ci prova Hernanes, con una conclusione da fuori verso la porta di Frey. Il brasiliano tenta ancora la fortuna di destro e al 20' è Ciani a fallire di testa il vantaggio. Al 28' Candreva trova ancora Frey pronto, e un minuto dopo si vede anche Zarate: Scaloni scarica dietro ma il talento argentino spara fuori da buona posizione. Affievolita la spinta biancoceleste al 38' il Genoa tira fuori la testa e sfiora l'1 a 0 con Sampirisi, dimenticato dalla difesa laziale in area di rigore. La Lazio riprende però subito in mano la partita: al 42' Hernanes spedisce fuori di testa su un altro cross dell'attivissimo Scaloni e un minuto dopo Candreva è pericoloso in due occasioni.

Finito l'intervallo la Lazio riprende il suo assedio alla porta di Frey: solo due minuti e Hernanes scheggia la traversa, poi è ancora Candreva ad impegnare il portiere francese. Dopo un quarto d'ora De Canio si gioca la carta Antonelli, un cambio determinante per l'esito del match. Il Genoa sfrutta i cali di tensione laziali e Granqvist di testa chiama all'intervento Marchetti, che si salva sulla respinta grazie all'aiuto del resto della difesa. Squadre allungate e occasioni che fioccano: Kozak non impatta sul cross di Candreva, Lulic si accentra e trova ancora una volta Frey. Escono Scaloni, Candreva e Zarate, appena sufficiente la sua prova, ed entrano Mauri, Gonzalez e Klose: neanche un minuto e il tedesco è a tu per tu col portiere rossoblu, ma allarga troppo il piattone e fallisce l'ennesima occasione per i padroni di casa. Al 79' si materializza la beffa: Antonelli con un tacco acrobatico serve in profondità Borriello che fredda di sinistro Marchetti. La reazione biancoceleste è debole e la partita finisce praticamente qui.

Una sconfitta che lascia l'amaro in bocca e che invita a riflettere. Non tutti i sostituti sono stati all'altezza della situazione: bene Ciani, deludenti Kozak e Zarate. L'identità di gioco è ormai consolidata ma il cinismo delle ultime uscite ha lasciato spazio ad una sciagurata pioggia di occasioni sprecate: verrebbe da dire che la Lazio non è mai stata tanto vicina nella forma all'idea di calcio di Petkovic, ma, di contro, nella sostanza, ha ricalcato quella del precampionato, volitiva e sciupona. Era la chance ideale per appaiarsi alla Juve e fare la voce grossa in classifica ma, come spesso accade alle squadre che grandi non sono ma che aspirano ad esserlo, qualcosa è mancato. La trasferta infrasettimanale di Napoli assume così connotazioni ancora più significative. Il classico banco di prova che scoprirà se non tutte, almeno una buona parte delle carte in mano a Petkovic e ai suoi ragazzi.

Valerio Lazzari

LAZIO-GENOA 0-1

Marcatore: 34'st Borriello.

Lazio (4-4-2): Marchetti; Scaloni (23'st Gonzalez), Biava, Ciani, Cavanda; Candreva (31'st Klose), Ledesma, Hernanes, Lulic; Kozak, Zarate (23'st Mauri) (Bizzarri, Carrizo, Dias, Stankevicius, Zauri, Cana, Onazi, Floccari, Rocchi). All.Petkovic.

Genoa (4-3-1-2): Frey; Sampirisi, Canini, Granqvist, Moretti; Anselmo (13'st Antonelli), Tozser, Kucka; Merkel (1'st Jankovic); Borriello, Immobile (27'st Seymour) (Tzorvas, Stillo, Ferronetti, Bovo, Bertolacci, Piscitella, Jorquera, Melazzi). All.De Canio.

Arbitro: Damato di Barletta.

Ammoniti: Candreva (L) per proteste, Borriello (G) per gioco scorretto.

[24-09-2012]

 
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