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"Batman" Fiorito si difende attaccando

accusa almeno 10 colleghi di partito. Finanzieri alla Pisana

Lo scandalo dei fondi regionali sta travolgendo la regione ma soprattutto il Pdl. Oggi si sono rincorse indiscrezioni sulle dichiarazioni ai Pm di Franco Fiorito: il consigliere regionale indagato per peculato si sta difendendo attaccando i suoi colleghi di partito. Secondo Fiorito ci sarebbero stati almeno altri 10 politici regionali ad aver abusato dei soldi dei rimborsi elettorali. Fiorito durante l’interrogatorio ha portato, pensate, due scatole piene di documenti ed ha tirato di nuovo in ballo la stessa governatrice Polverini (poi smentendo le sue stesse dichiarazioni a Porta a Porta). “Non poteva non sapere dell’accordo per la ripartizione dei fondi tra i diversi gruppi” –ha detto Fiorito che ha parlato di circa 17 milioni all’anno di fondi assegnati ai gruppi del consiglio e all’ufficio di presidenza. Ogni consigliere –secondo Fiorito- prendeva 100 mila euro per finalità politiche, soldi che poi raddoppiavano o si triplicavano a seconda degli incarichi.

"Non si capisce perché ancora non siano stati pubblicati i fondi dettagliati della Lista Polverini -attacca Fiorito-. Procedete e spiegate anche ai cittadini quale necessità ha la Presidente di avere un ufficio al centro di Roma, cioè a 3000 metri dalla sede istituzionale, tanto da spendere 45mila euro per arredarlo di tutto punto".

''Si era perso il senso della misura –racconta Fiorito ai magistrati- ormai non si faceva più politica e ormai i consiglieri erano anche in lotta tra di loro per ottenere il denaro''. Fiorito tra l'altro avrebbe indicato anche il nome di una consigliera, Lidia Nobili, come quella che le faceva le richieste più consistenti e pressanti. Chiedeva soldi continuamente'', ha detto Fiorito ai Pm. L'ex capogruppo ha fatto anche alcuni nomi, colleghi di partito del consiglio: Giancarlo Miele, Andrea Bernaudo, Carlo De Romanis, Stefano Galetto e il rivale di sempre, l'ex capogruppo del Pdl Francesco Battistoni che oggi si è dimesso da capogruppo ma non - e questo bisogna dirlo- da consigliere regionale.
Il “Batman di Anagni”, come ormai è stato ribattezzato Fiorito, accusa anche il presidente del Consiglio Regionale Mario Abbruzzese come soggetto al vertice dell’accordo per la ripartizione dei fondi regionali. Questa mattina i finanzieri sono tornati alla Pisana per acquisire nuove prove e documenti. Nel mirino della procura potrebbero finire presto altri politici.
 
 

[20-09-2012]

 
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