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Fiorito interrogato dai Pm accusa colleghi di partito. Polverini vicina alle dimissioni

in Procura il consigliere indagato porta due casse di documenti. "Meccanismo diffuso in Regione"

Renata Polverini da giorni sta pensando a dimettersi da Presidente della Regione Lazio. Da quando il caso Fiorito ha scosso la Pisana. Se ci dovessero essere le dimissioni ci saranno probabilmente venerdì, giorno in cui l'aula della Pisana varerà i tagli e la riduzione dei costi della politica tentando un colpo di coda che spazzi via l'immagine sbattuta sui giornali di una Regione ad ''ostriche, champagne e toga party''. La Presidente potrebbe presentarsi dimissionaria, tenendo fede a quello che di fatto ha in serbo da quando lo scandalo è scoppiato, ma consentendo al consiglio di approvare quello che lunedì ha preteso: ''o si cambia, o si fanno i tagli o ci sfracelliamo''. "La Polverini si dimetterà quasi sicuramente -ha detto la parlamentare Pdl Alessandra Mussolini- Ma poi bisognerà fare piazza pulita di tutta quella pletora di gente strapagata che non ha controllato niente. I responsabili, oltre chi ha distratto dei soldi, sono anche coloro che non controllano".

Interrogato Fiorito - Intanto si è concluso l'interrogatorio, durato sette ore, del consigliere regionale Pdl Franco Fiorito, indagato per peculato. Fiorito avrebbe ribadito ai Pm di non aver usato illecitamente i fondi assegnati al suo partito. La strategia del consigliere è quella dell'attacco contro gli sprechi di altri colleghi. "Abbiamo prodotto una corposa memoria e almeno due casse di documenti -ha detto l'avvocato di Fiorito Carlo Taormina- ed ora è giusto che gli investigatori facciano i loro riscontri. Personalmente ho eccepito la qualificazione giuridica del reato. Il peculato, per me, non ha motivo di sussistere perché i gruppi e i partiti sono soggetti privati, mentre si puòdiscutere sull'appropriazione indebita. In ogni caso, riteniamo di avere chiarito la situazione". Stando a quanto si è appreso in ambienti investigativi, Fiorito rimane al momento l'unico indagato in questa vicenda anche se è probabile che gli accertamenti della procura si estendano presto ad altri soggetti politici. Lo stesso Fiorito avrebbe tirato in ballo il presidente del consiglio Mario Abbruzzese, reo di aver fissato le regole per la spartizione dei fondi senza controllare. Accusa poi il segretario Nazzarenno Cecinello e la stessa Polverini. Le accuse di Fiorito si concentrano sui "nemici" interni al Pdl - il suo successore Francesco Battistoni; il presidente della Commissione sviluppo economico, innovazione, ricerca e turismo Giancarlo Miele; il vicepresidente della commissione Bilancio Andrea Bernaudo; il consigliere Carlo De Romanis.

"Altri consiglieri del mio partito -ha detto Fiorito- so che presentavano pezze d'appoggio senza che nessuno controllasse". Fiorito, insomma, ha parlato di un "meccanismo diffuso in Regione", anche se ha precisato di non conoscere quanto facevano gli esponenti politici dell'opposizione.
 
 

[20-09-2012]

 
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