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Dopo lo scandalo la Giunta regionale approva i tagli

sospesi i contributi ai Gruppi consiliari in attesa di un sistema di trasparenza e certificazione. Proposta per ridurre i consiglieri

Dopo lo scandalo che ha coinvolto il Consiglio regionale e l'ex capogruppo Pdl Franco Fiorito nessuno ha pagato politicamente, ma ora arrivano 22 milioni di tagli. Una mini spending review laziale con cui la presidente Polverini vorrebbe provare a voltare pagina. "Da qui possiamo ripartire, voltare pagina e dare l'idea che c'è davvero una classe politica interessata al bene dei cittadini", ha detto la Polverini annunciando la convocazione della giunta.  

Tagli al consiglio regionale - "Ci sarà un risparmio di 22 milioni circa per quest’anno, di 26 per il 2013 e altrettanti per il 2014. -dice Polverini- I fondi che erano destinati al consiglio regionale verranno assegnati agli assessorati per il Lavoro e Politiche sociali".

I tagli - Nello specifico, sono stati approvati i seguenti tagli: dimezzamento delle somme destinate al rapporto eletto/elettore, previsto dalla legge regionale n.14/1998: si passa da euro 4.190 ad euro 2.095 per ogni consigliere; azzeramento dei contributi destinati alle attività dei Gruppi consiliari; sospensione dei contributi ai Gruppi consiliari utilizzati per il funzionamento degli stessi, fino a quando non verrà introdotto un sistema di trasparenza, certificazione e controllo delle somme destinate; azzeramento di ogni investimento in conto capitale per le strutture del Consiglio regionale come ad esempio la costruzione di nuove palazzine); revoca definitiva dell’assegnazione delle auto blu a tutti i presidenti delle Commissioni e ai componenti dell’Ufficio di Presidenza; azzeramento delle consulenze di tutti i componenti dell’Ufficio di Presidenza (presidente – vice presidenti – consiglieri segretari).

Nel pomeriggio quindi la Giunta regionale del Lazio, riunitasi in seduta straordinaria, ha approvato la proposta di legge statutaria di modifica allo statuto della Regione Lazio, che prevede la riduzione del numero dei consiglieri da 70 a 50, riduzione del numero degli assessori da 16 a 10 e istituzione del collegio regionale dei revisori dei conti. In particolare, la proposta di legge della Giunta modifica l’art. 19 della legge statutaria regionale, il quale prevede che "il consiglio regionale è eletto a suffragio universale e diretto. Ne fanno parte cinquanta consiglieri e il Presidente della Regione". Per quanto riguarda la Giunta "ne fa parte – si legge nella proposta di legge che modifica l’art. 45 - oltre al Presidente della Regione, un numero di componenti non superiore a dieci, di cui uno è nominato vicepresidente". Inoltre nella composizione della Giunta "deve essere assicurata un’equilibrata presenza dei due sessi e comunque tale che il numero degli assessori appartenenti allo stesso sesso non sia superiore a sette. Il numero degli assessori esterni non potrà essere superiore alla metà".

Collegio regionale dei revisori dei conti - Il provvedimento modifica inoltre l’art. 70 introducendo l’istituzione del Collegio regionale dei revisori dei conti "quale organo regionale indipendente, cui è affidata la vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione". Il Collegio regionale dei revisori dura in carica tre anni ed è composto da un presidente e due componenti, aventi i requisiti previsti dai principi contabili internazionali dalla normativa statale vigente. I componenti saranno scelti in base ad una estrazione a sorte da un elenco a cui tutti i revisori con i requisiti fissati dalla Corte dei Conti potranno iscriversi liberamente. Il nuovo organismo "nel rispetto dei principi di coordinamento della finanza pubblica, opera in raccordo con le sezioni regionali della Corte dei Conti". Il Collegio regionale dei revisori dei Conti sostituisce il Comitato regionale di controllo contabile, che rimane in carica fino alla costituzione del nuovo organismo. La proposta di legge precisa infine che le modifiche approvate "si applicano dalla prima legislatura successiva a quella in corso dalla data di entrata in vigore del decreto legge 138/2011, convertito con modificazione dalla legge 148 del 14 settembre 2011. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, il Consiglio regionale approva la legge regionale prevista dall’articolo 70, comma 4, della legge statutaria 1/2004, come modificato dalla presente legge".

Bonino: "dimissioni subito" - "Lo diciamo da tempo -dice Emma Bonino, vicepresidente del Senato- Le Regioni sono la cinghia di trasmissione della corruzione. Dopo quanto successo nel Lazio mi sento di dire che è necessario tagliare i costi, applicare la trasparenza e subito dopo chiedere ed ottenere le dimissioni dell'intera classe politica con la Polverini in testa. Il governatore del Lazio ha dato prova di incapacità di governo. La mia campagna elettorale si basò tutta sulla trasparenza. Evidentemente questo ha spaventato i gruppi dirigenti dei partiti che hanno impedito di fatto una mia possibile vittoria".
 
 

[18-09-2012]

 
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