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Gli Equilibristi

di Ivano De Matteo. Con Valerio Mastandrea, Barbora Bobulova

di Alessio Palma

Giulio ed Elena sono sposati, con due figli e una casa in affitto. L’uomo ha una relazione extraconiugale, scoperta dalla moglie, e per questo decide di andarsene di casa. I due si separano legalmente e per Giulio inizia una deriva esistenziale caratterizzata da assillanti problemi economici, cui cerca di porre rimedio con lavori sempre più precari, e da un crollo psicologico.

L’opera terza di Ivano De Matteo (i precedenti ULTIMO STADIO e LA BELLA GENTE hanno circolato poco) è l’ennesimo racconto, inevitabile dati i tempi, su un’Italia contemporanea in cui il confine tra benessere e povertà è sempre più labile e la flessibilità lavorativa assume caratteri disumani, incidendo profondamente sulla vita delle persone. In questo, preceduto da altri film che recentemente hanno affrontato la questione, come L’INDUSTRIALE di Montaldo o SULLA STRADA DI CASA di Corapi. GLI EQUILIBRISTI parte come l’ordinario ritratto di un nucleo familiare, per poi focalizzare la propria attenzione su Giulio.

Ed è proprio Valerio Mastandrea a caricarsi il film sulle spalle: con una recitazione dimessa, giocata perlopiù sui mezzi toni, sa esprimere l’umanità e la rabbia implosa del suo personaggio. Cui il regista e la sceneggiatrice Valentina Ferlan non fanno sconti: la sua discesa sempre più umiliante è netta, raccontata fino alle estreme conseguenze, e il film abbandona progressivamente anche i tocchi più leggeri (e superflui) della prima parte per farsi sempre più nero, rischiarato solo da un barlume di speranza nel finale.

Molto meno convincente è il contorno: i dialoghi e le scene di vita domestica appaiono eccessivamente scritti e artificiosi così come regia e montaggio tendono troppo spesso alla calligrafia, con l’effetto di smorzare lo squallore della realtà e le asperità della storia. Le musiche di Francesco Cerasi, poi, eccedono in enfasi nel marcare i momenti più drammatici sottraendo al film quell’asciuttezza di tono che nei momenti migliori (come nella dura sequenza ambientata nel magazzino o in quella al parco giochi) viene raggiunta senza sottolineature.

guarda il Trailer
 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[14-09-2012]

 
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