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Bodiroga, l'addio di un grande campione

Esce tra le lacrime Dejan, probabilmente alla sua ultima partita in carriera, il pubblico di Roma gli dedica 15 minuti di cori sfrenati, facendo passare in secondo piano la gara, la finale svanita, la batosta in corso. Tutti per lui, solo per lui, che fino alla fine ha lottato, si è impegnato come fosse all’esordio, ha dato tutto, forse anche di più. Rimane grande il rammarico di averlo fatto andar via così, senza avergli mai dato una squadra realmente competitiva, avendolo lasciato a predicare pallacanestro nel deserto della Lottomatica, fianco a fianco con gente svogliata e che in testa aveva solo altri obiettivi e desideri da raggiungere e far avverare. Ha speso qualche parola sul suo futuro Dejan, che ha confessato di avere le idee comunque chiare in testa:"Tra due o tre giorni ci vedremo e parleremo del futuro. Adesso ho tante emozioni addosso, avevamo tanta voglia di andare in finale, abbiamo disputato degli ottimi playoff, nei primi tre match con Siena potevamo prenderci un vantaggio che non siamo riusciti a convertire. Da queste importanti cose Roma può e deve programmare per il futuro".

Ha ringraziato il pubblico di Roma – che fino all’ultimo gli ha cantato "Resta con noi"- ha salutato il sindaco Veltroni e il presidente Toti che lo ha abbracciato praticamente in lacrime, e se ne è andato tra gli applausi interminabili di diecimila innamorati. Raramente un giocatore ha avuto un impatto emotivo così grande sul pubblico, romano e non, a testimonianza della sua enormità, della leggenda che già lo circonda, della sua incalcolabile grandezza dentro, ma soprattutto fuori dal campo, dove è sempre stato equilibrato e disponibile. Tante parole sono state dette e chissà quante altre ancora ne verrano spese sul suo conto, io voglio chiudere, invece, in maniera semplice, sincera, un po’ malinconica, da appassionato di questo sport e dei suoi campioni, da eterno innamorato di un vero e intramontabile numero 10, grazie Dejan.

Marco De Leo

[08-06-2007]

 
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