Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
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Virtus: la strada buona ma ancora lunga

Onorevole sconfitta contro i forti turchi del Fenerbahce

Non era certo il risultato la cosa più importante dell'amichevole disputata questa sera dalla Virtus Roma contro il Fenerbahce Istanbul al Palatiziano. Ma quando a meno di tre minuti dalla fine la squadra romana si è ritrovata sotto di soli tre punti, i circa mille tifosi presenti ci hanno quasi creduto ad una vittoria del tutto insperata fino ad allora. E' finita invece 74-82, con i turchi che hanno resistito agevolmente al tentativo di rimonta, forti di una superiorità evidente e conclamata.

Troppa la differenza di peso e di classe tra le due compagini: una pensata per giocare da protagonista l'Eurolega, e l'altra assemblata a tempo di record dalla nuova dirigenza potendo contare su un budget almeno venti volte inferiore.
Così la velocità di Mc Callebb è risultata, come al solito, proibitiva per qualsiasi difensore, ma ancora maggiore è parsa evidente la differenza di peso tra i lunghi delle due squadre. I vari Sato, Baptiste, Savas, Peker potevano vantare dei miss-match fin troppo agevoli nei confronti dei loro avversari diretti, e nemmeno con un impegno super i locali riuscivano a limitare i danni.

Impegno che è sembrato venir meno ad inizio di terzo quarto, cosa questa già avvenuta nelle precedenti amichevoli. Pronto e assai vivace il time out chiamato da Calvani per riportare i suoi ragazzi con la testa alla partita, cosa in effetti avvenuta con una certa rapidità. Terminato il parziale comodamente avanti 68-52 il coach turco Erdogan (ad interim, prima dell'arrivo di Pianigiani reduce dalle qualificazioni europee con l'Italia) iniziava il quarto quarto senza Mc Callebb, Sato, Savas e Baptiste. La Virtus batteva un colpo e dimezzava le distanze, costringendo al rientro in campo i succitati. Grazie al ritrovato entusiasmo Roma riusciva a risalire fino al meno tre, ed era anche sfortunata in un paio di circostanze, quando due possibili recuperi difensivi si tramutavano invece in punti per i turchi. Il finale tuttavia non poteva essere diverso, con il logico successo dei più forti.

L'occasione di vedere all'opera buona parte del roster che andrà ad affrontare la stagione agonistica 2012-13 ha confermato le buone sensazioni che si erano ricavate leggendo i nomi acquisiti sul mercato, e soprattutto la logica con la quale sono stati fatti. Entrando nello specifico, le note positive provengono principalmente dai due americani Goss e Jones, solidi ed esperti, e dal polacco Czyz, la cui energia è accompagnata da una discreta tecnica, cosa che lo rende pericoloso in attacco e sostanzioso a rimbalzo.

E se D'Ercole garantisce ordine e punti grazie al suo tiro da fuori sempre in agguato, le perplessità maggiori sui nuovi arrivi risiedono, a nostro avviso e almeno per il momento, sull'asse play-pivot: la regia di Jordan Taylor è apparsa troppo scolastica e quasi mai pericolosa, mentre su Gani Lawal il discorso è più complesso. Ottimo per energia ed esplosività (belle un paio di stoppate), non inganni però il suo buon fatturato in termini di punti (18), ottenuti spesso grazie ad infrazioni di passi non rilevate in questa occasione, ma che lo saranno sicuramente in campionato. Se a questo uniamo una certa leggerezza, sia pure compensata dall'agilità, ecco che qualche preoccupazione non può non affiorare.

Il ritorno imminente del nazionale ungherese Lorant, oltre a quello della "prima punta" Datome, consentiranno a breve un giudizio più completo su questa nuova versione della Virtus Roma, che nel complesso,però, parte all'insegna di un moderato ottimismo, e con la quasi certezza di essere migliore della triste versione precedente.
Andrea de Paolis

[10-09-2012]

 
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