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AAA, vendesi immobili del Comune

il Campidoglio conta di incassare 250 milioni dalla vendita del patrimonio immobiliare

Terminate le vacanze estive, si torna a lavorare in aula Giulio Cesare. I numeri da far quadrare entro il 31 di ottobre sono quelli del tormentato bilancio capitolino, lasciato decantare nella pausa di agosto in assenza di un vero accordo politico. Al pacchetto di delibere che torna in Assemblea capitoliona mancherà la vendita delle quote Acea, stralciata dopo uno scontro durato mesi. 

Si andrà avanti invece con la creazione della holding capitolina, destinata mettere ordine alla babele delle società municipalizzate. Priorità assoluta sarà fare cassa per contrastare la scure del governo. 46 milioni di euro sono solo i tagli previsti dalla spending review montiana, a cui si sommano anche i mancati trasferimenti regionali. In Campidoglio si conta di intascare 250 milioni di euro dalla vendita del patrimonio immobiliare del comune: 290 immobili residenziali, 17 aree edificatorie, 229 immobili non residenziali. La cosiddetta “valorizzazione” sarà contenuta nell’approvazione di una maxi delibera al centro già in questi giorni di diverse riunioni dei capigruppo. Tra i gioielli di famiglia in vendita la Casina Valadier, il museo Siae di piazza Argentina e le botteghe storiche di via dei Giubbonari. Esclusa per il momento l’area ex Miralanza al Gazometro, per la quale esiste già un progetto del XV municipio. Molti anche gli appartamenti in zone di grande interesse, da via del Colosseo a viale Trastevere, da corso Francia a via dei Coronari. Fuori dall’elenco – assicura il sindaco Alemanno – rimarranno gli alloggi dei meno abbienti –. Terreni comunali saranno in vendita un po’ ovunque, da via Nomentana a via Appia Nuova, da via Prati Fiscali a e via Aurelia.  Sulla maxi operazione aleggia l’incognita delle procedure, diversificate a seconda del bene in oggetto. Asta con ribasso del 30% per le abitazioni, ad esclusione degli immobili considerati di pregio; asta pubblica per le proprietà non residenziali e i terreni. “Massima trasparenza” invoca l’opposizione prima ancora del ritorno in aula. Divergenze si prannunciano anche sulla vendita delle botteghe artigiane, già alle prese con gli effetti della crisi.

[05-09-2012]

 
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