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Sequestro tra bengalesi, tre arresti

la scoperta dopo la denuncia di uno degli uomini rapiti

Si nascondevano in baracche celate dalla vegetazione, in rifiugi di fortuna circondati da rifiuti e sterpaglie. In questo contesto si è consumato un sequestro tra cttadini bengalesi. In via Labico, tra via dei Gordiani con via dell’Acqua Bullicante gli agenti del commissariato Prenestino, insieme agli uomini della squadra mobile, coordinati dal dirigente Mauro Fabozzi, hanno messo fine all'incubo di un cittadino bengalese di 27 anni. Il giovane nel suo paese, grazie probabilmente ad attività illecite, era riuscito a divenire il titolare di una clinica privata. La sua agiatezza, però, ha attirato l’attenzione di altri connazionali senza scrupoli, che hanno visto nella sua la loro “fortuna”. Per arrivare a lui i malviventi si sono serviti di un suo amico, un 21enne anch’egli del Bangladesh. L’hanno sequestrato e portato in un appartamento, dove l’hanno tenuto segregato per due giorni, picchiandolo e ferendolo per indurlo a fornire loro informazioni e costringerlo a procurargli un appuntamento con l’amico. Alla fine, stremato dalle percosse, il giovane ha ceduto ed ha procurato ai suoi aguzzini un incontro.

Nel momento dell'incontro i sequestratori hanno liberato il giovane e hanno preso colui che era invece il loro vero obbiettivo. La sera stessa, però, preso dai rimorsi, il giovane si è presentato alla Polizia raccontando l’accaduto. Nel frattempo ha iniziato a ricevere le telefonate dall’amico sequestrato, con le quali gli chiedeva di procurarsi del denaro per la sua liberazione. In un primo momento la somma richiesta per il riscatto era di 100.000 euro, successivamente scesa fino a 20.000. A questo punto i poliziotti hanno preparato la “trappola”. Il giovane, infatti, d’accordo con gli agenti, ha fissato un appuntamento con i rapitori fingendo di avere il denaro, e in quell’occasione gli agenti del Commissariato Prenestino e della Squadra Mobile, opportunamente appostati, sono riusciti a fermare un appartenente alla “banda”, successivamente identificato: un bengalese di 41 anni.

In questo modo gli investigatori, dopo averlo interrogato, sono riusciti a circoscrivere la zona dove poteva essere tenuto l’ostaggio. Durante le ricerche in una zona di campagna, accompagnati dal giovane amico del sequestrato, gli agenti hanno rintracciano un altro sequestratore di 33 anni, che a sua volta è stato accompagnato negli uffici del Commissariato Prenestino. Nel prosieguo delle indagini, gli investigatori sono riusciti anche ad individuare, in zona Porta Maggiore, l’appartamento dove era stato in un primo momento sequestrato il giovane per indurlo a fornire indicazioni sull’amico. All’interno, nel corso del controllo effettuato, gli agenti hanno bloccato un terzo sequestratore, un 36 enne, anche lui bengalese. A questo punto i sequestratori hanno rilasciato l'uomo rapito che si è presentato in Commissariato per denunciare l’accaduto. I tre bengalesi bloccati, al termine delle indagini, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto per rispondere di sequestro di persona a scopo di estorsione, in concorso tra loro, aggravato dalle lesioni.

[04-09-2012]

 
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