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UniversitÓ, test d'accesso a medicina con proteste

manifestazione improvvisa contro i test a numero chiuso

Università La Sapienza. Alle ore 8:30 comincia il rituale: l’ aspirante medico lascia il nominativo, gli efetti personali e poi va al banco dell’Aula Magna della facoltà. In mano ha il test predisposto dal ministero dell’Istruzione opportunamente sigillato e da non aprire prima delle 11, ora d’inizio della prova d’ ammissione ai corsi di Medicina e Odontoiatria.  Fuori gli altri candidati camici bianchi (in totale sono 6.833 per 997 posti) aspettano il loro turno lottando contro l’ansia. Ecco qualche domanda del "quizzone": "Quando è stato costruito il muro di Berlino?", "Ordinare dal più antico al più recenti i primi Nobel italiani", da Fo a Pirandello, "Quali sono le vaccinazioni non più obbligatorie?" "Cos'è lo Spread?". Chi non supera il test, ma riesce a conseguire una votazione pari a 20 punti potrà immatricolarsi ad altri corsi senza sostenere ulteriori prove d’ingresso.

In molti però trovano tempo e lucidità per confrontarsi su un tema tanto caro: ingressi a numero chiuso. Giusto o no? Tra i fermi oppositori al test d’ingresso i ragazzi del link coordinamento universitario. "Come ogni anno, siamo dinanzi al rituale dei test d'ingresso all'Università, con tutta la scia di dibattiti e polemiche che portano. -spiega in una nota Ateneinrivolta - Coordinamento Nazionale dei Collettivi - Da sempre ci dichiariamo contrari a qualsiasi ostacolo al diritto allo studio, si tratti di numeri chiusi, tasse esorbitanti, assenza di garanzie e di welfare, e anche quest'anno lo ribadiremo con forza nei giorni dei test d'ingresso. Tutto questo per essere poi destinati ad un futuro di precarietà, sfruttamento, privazione di diritti. Dai test d'ingresso, agli aumenti delle tasse, alle scuole di eccellenza, ci opponiamo alla sistematica distruzione del diritto allo studio ed alla svendita di un'intera generazione di giovani al Dio Mercato. Rivendichiamo libero accesso ai saperi, welfare, diritti, per quella 'generazione perduta' che tanto riempie le bocche di quegli stessi politicanti che hanno cancellato il nostro futuro".  Davanti alla Sapienza il Fronte della Gioventù Comunista espone degli striscioni con su scritto: "No all’università di classe, no ai test d’ingresso", manifesti poi rimossi dagli addetti alla pulizia dell'ateneo.

"L’unica vera funzione del numero chiuso è quella di programmare lo smantellamento dello stato sociale tramite la riduzione del numero di laureati, restringere l’accesso all’università sulla base del reddito e delle possibilità economiche, rubare l’ennesima tassa a studenti e famiglie italiane per mascherare i tagli all’università pubblica. Il merito non c’entra davvero nulla". Così commenta Alessandro Mustillo, segretario dell’FGC. "La programmazione dell’accesso alle professioni non è svolta con carattere neutro, come tutti vorrebbero farci credere".

[04-09-2012]

 
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