Giornale di informazione di Roma - Domenica 11 dicembre 2016
 
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G8: ha ancora senso?

Il mondo cambia

Mentre i "potenti" del mondo (Usa, Inghliterra, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone + Russia) discutono su questioni come il clima, l'Africa, le fonti energetiche etc..., mi domando che senso abbia, al giorno d'oggi, parlare ancora di G8, inteso come l'insieme dei Paesi più industrializzati del mondo.
Voglio dire, è giusto che 8 rappresentanti di altrettante nazioni abbiano il diritto di decidere su questioni mondiali senza prendere in considerazione, per esempio, la Cina o l'India?

Forse sarebbe da rivedere il concetto stesso di G8 alla luce dell'attuale situazione geo-politica, profondamente diversa rispetto a quella di 15-20 anni fa. E' impensabile che la Cina, che da sola rappresenta un quinto della popolazione mondiale, non sia rappresentata in alcun modo, avendo un'influenza ben superiore rispetto (guardacaso...) all'Italia.
La riunione del G8 sembra quasi un meeting segreto, per pochi intimi, ma durante il quale, in pratica, non si fa nulla di concreto. E' giusto che a decidere le sorti del nostro pianeta sia un certo Bush, uno per il quale ogni scusa è buona per lanciare un missile o una bomba?

E' triste assistere alle polemiche fra due "Big" della terra come Bush e Putin, che scaturiscono sostanzialmente da questioni di carattere militare (scudi spaziali etc...). Vogliamo forse tornare alla Guerra Fredda o cosa? Togliamole via queste armi, a cominciare dalle città americane in cui liberamente si acquista di tutto.

Queste sono le grandi decisioni da intraprendere, il resto è solo forma, immagine, potenza ostentata. Per il momento, questi "Big" della Terra mi sembrano tanto piccoli...

Informatore

L'Italia che non va

[07-06-2007]

 
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