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Dipendenti Alcoa in presidio al Ministero dello Sviluppo economico

"Siamo arrivati a Roma per una soluzione. Se l'incontro non andrā bene la musica sarā di tutt'altro tenore"

Sono in pochi, appena 56, ma sembrano molti di più per il frastuono, tra cori e caschi battuti a terra, che generano in strada proprio sotto al Ministero dello sviluppo economico. Sono i lavoratori dell’Alcoa di Portovesme. I dipendenti dello stabilimento sardo di alluminio rimarranno per due giorni in presidio per chiedere il salvataggio dell’azienda.

"Noi lavoriamo nell'unico stabilimento in Italia che produce alluminio -spiega un sindacalista- Con tutto questo il governo ci dice che è strategico ma ancora una volta dimostra di non voler attuare tutte le politiche possibili per poterlo salvare". "Noi siamo arrivati a Roma per avere una soluzione. Ci sono 501 lavoratori diretti, più di 500 lavoratori tra imprese d'appalto e lavoratori interinali che rischiano di perdere il posto".

I 56 lavoratori, accompagnati dai delegati sindacali e amministratori locali sono arrivati questa mattina a Civitavecchia, poi nel primo pomeriggio hanno raggiunto la sede del ministero in via Molise sempre scortati dalla polizia. La zona, all'altezza di via Veneto, è stata circondata da blindati delle forze dell’ordine per scongiurare cortei improvvisi o azioni dimostrative dei manifestanti. Domani, al ministero, si terrà il vertice sulle sorti dello stabilimento. Una multinazionale svizzera si è infatti interessata all’acquisto dell’impianto. Se domani i lavoratori dell’alcoa non avranno buone notizie potrebbero inscenare in citta’ proteste eclatanti.

"Noi contiamo molto in questo incontro di domani -spiega un lavoratore- E' inutile dire che se questo incontro non andasse per il verso giusto torneremo qui non in 56 ma probabilmente verremo in 500 e la musica sarà di tutt'altro tenore".
 
 

[30-08-2012]

 
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