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Campo nomadi Tor de' Cenci. Rom bosniaci: "Non andiamo via da qui"

Alemanno: "Le persone che sono a Tor de' Cenci andrebbero a La Barbuta o Castel Romano"

Ecco cosa è rimasto del campo nomadi attrezzato di Tor de Cenci, sulla via Pontina, a sud di Roma; carcasse di auto bruciate, container che cadono a pezzi, macerie che restano sul terreno e degrado un po’ ovunque. In parte la zona che ha ospitato per anni circa 1000 persone tra rom e sinti è stata parzialmente sgomberata lo scorso 2 agosto con l’abbattimento di 32 container. Alcune persone sono state trasferite a Ciampino, al campo de La Barbuta ma 150 rom di origine bosniaca si sono opposti al trasferimento continuando ad occupare la zona. Non vogliono andarsene e preferirebbero una riqualificazione del campo di Tor de’ Cenci.

"Non ce ne vogliamo andare da qui -racconta un rom bosniaco- io sono nato qui, sono italiano e ho gli amici qui. Non vedo perché dovrei andarmente". "Alla Barbuta non ho alcuna intenzione di andare -racconta una ragazza- non andiamo d'accordo con la comunità che è lì a Ciampino".

La struttura era stata attrezzata dal Campidoglio nell’era Veltroni quando furono consegnate alla comunità rom decine di container (ora abbattuti), furono realizzate fognature e poi fu allestita la rete elettrica ed idrica. Oggi la giunta Alemanno ha deciso con un’ordinanza per lo sgombero di “persone o cose” dal campo, soprattutto a causa delle condizioni igienico – sanitarie, giudicate anche dalla Asl di competenza al limite. Lo sgombero sarebbe dovuto avvenire proprio oggi ma a dare un ulteriore freno al piano nomadi del Campidoglio ci ha pensato il Tar del Lazio che ha sospeso ogni operazione a Tor de’ Cenci accogliendo l’istanza cautelare presentata da alcune famiglie rom. Il Tribunale amministrativo regionale ha indicato nelle motivazioni della sentenza come un “dovere dell’amministrazione adottare tutte le misure idonee a ripristinare adeguate condizioni igienico-sanitarie nel Campo e nelle aree circostanti”.
La comunità di Sant’Egidio ha sottolineato da tempo come fosse più utile e meno costoso riqualificare il campo attrezzato piuttosto che sgomberarlo e distruggere tutte le attrezzature.

Alemanno pare intenzionato a voler completare il piano nomadi e parla di “quarto attacco per via giudiziaria”. “Attendiamo la vera sentenza sulla sospensiva prevista per il 26 settembre – ha commentato il sindaco- Le persone che sono oggi a Tor de’ Cenci –ha concluso- andrebbero a La Barbuta o a Castel Romano”.
 
 

[28-08-2012]

 
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