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Sicurezza, i dati 2011 del Viminale. Roma quinta tra le città più pericolose d'Italia

Il prefetto Pecoraro: "Bisogna prendere provvedimenti, ma senza allarmismo"

di Luca Siliquini

 “L’aumento dei reati predatori c’è stato. Era previsto: uno scenario possibile tenuto conto della crisi economica”. Queste le parole del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro al Corriere della Sera riguardo gli allarmanti dati diffusi dal Viminale sull'aumento dei reati nella Capitale. Le cifre parlano in effetti chiaro, l’incremento dei crimini commessi nel 2011 rispetto l’anno precedente è a dir poco preoccupante. +13,1% di furti in casa - 14.622 contro 12.705 -, +13,5% di aggressioni - 5.253 contro 4.539 -, +11,8% di furti con destrezza  - 18.799 contro 16.579 -, +7,9% di rapine  - 4.232 contro 3.895 -, per un totale di misfatti denunciati che ha toccato lo scorso anno un +7,5% complessivo - 257.434 contro 237.935 -, superiore al +5,4% nazionale. Il resto del Lazio non è da meno. 258.923 reati segnalati nel 2010, più altri 313.313 nel 2011, con un aumento del 21%. In testa Latina, +6.9%. Secondo Pecoraro è dunque essenziale “rivedere la dislocazione dei presidi delle forze dell’ordine sul territorio per aumentare la percezione di sicurezza dei romani. E l’aumento del personale, che nonostante le carenza di organico, è riuscito a far sì che la Capitale sia una delle città più sicure d’Europa. Certo vanno migliorate alcune cose e di questo parlerò con il nuovo questore Fulvio Della Rocca. Bisogna prendere provvedimenti, ma senza allarmismo”. Certo, non allarmarsi risulta difficile, sebbene i pareri sulla situazione della criminalità a Roma siano discordanti. “I reati, che in Italia aumentano ovunque, aumentano meno che da altre parti”, specifica il sindaco Alemanno.  Stando invece al delegato alla Sicurezza Giorgio Ciardi  “c’è un segnale importante da Roma, quinta nella classifica - dopo Milano, ma anche dietro Rimini, Bologna e Torino - , per incidenza di reati sulla popolazione. Non abbasseremo la guardia, in ogni caso: continueremo nella direzione intrapresa, con sempre maggiore dedizione, allo scopo di ridurre ancora di più questo dato”. Un fatto è certo, la polemica infuria. Soprattutto da parte del PD. “I dati sono inequivocabili e testimoniano come nell’ultimo periodo a Roma vi sia stato un aumento di oltre il 10% di borseggi e rapine e anche, in maniera più contenuta, dei furti d’auto”, incalza  il segretario romano Marco Miccoli. Fa da eco il consigliere comunale Dario Nanni, membro della commissione sicurezza del Comune, dichiarando che “nei quattro anni e mezzo di Alemanno sono cresciute aggressioni politiche a sfondo razziale, omofobo e contro le donne. La movida notturna è costantemente segnata da risse, violenze e aggressioni. E Roma è divenuta la maggior piazza nazionale di consumo della cocaina”. Quali reali soluzioni prendere? Sempre stando a Pecoraro, vanno innanzitutto affrontate “ le interferenze e le infiltrazioni della criminalità organizzata che comunque non ha il controllo del territorio; il mercato della droga fiorente: la maggior parte degli atti di violenza sono determinati dallo spaccio e dal traffico di stupefacenti; la presenza di armi da fuoco. Per gli ultimi fenomeni”, conclude Pecoraro,  “ho dato direttive per coordinare l’impegno e ciò ha portato a numerose operazioni con sequestri. Ma sul traffico di stupefacenti è necessaria una strategia più ampia”.

[23-08-2012]

 
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