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Morto l'operaio disoccupato, si era dato fuoco a Montecitorio

l'uomo di 54 anni collaborava da anni con associazione ambientalista

Dopo 8 giorni trascorsi in prognosi riservata al Sant'Eugenio, con ustioni sull'85 per cento del corpo, è morto Angelo di Carlo. L'uomo, vedovo di 54 anni, si era dato fuoco lo scorso 12 agosto davanti Monteciìtorio per protesta contro il suo stato di disoccupazione che perdurava ormai da anni. Ex operaio, originario di Roma ma residente a Forlì, aveva grosse difficoltà economiche, gravate da un contenzioso con i tre fratelli per un'eredità.

Era l'una di notte quando Di Carlo, arrivato in piazza Montecitorio, aveva tirato fuori una bottiglia colma di liquido infiammabile e se lo era versato addosso prima di darsi fuoco con un accendino. Avvolto dalla fiamme si era diretto verso l'ingresso della Camera dei Deputati. I carabinieri erano intervenuti con gli estintori riuscendo a spegnere le fiamme che avvolgevano il corpo. Da lì il ricovero in prognosi riservata al Sant'Eugenio, che però non è servito a salvare la vita all'uomo.

Nello zainetto che Di Carlo poratava con sé, c'erano due lettere: una con il numero del suo avvocato, l'altra per il figlio trentenne, Andrea, a cui ha lasciato 160 euro in eredità. Gli amici, ricevuta la notizia della morte, hanno promosso via web una "veglia silenziosa di lutto" in piazza, a Forlì. Sul web lo hanno salutato alcuni consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, al quale Di Carlo era vicino sin dagli albori: da anni collaborava col ClanDestino, l'associazione ambientalista da cui poi è nata la Lista 5 stelle di Forlì.

[20-08-2012]

 
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