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Morte neonato al San Giovanni, revocato incarico al direttore

la cartella clinica potrebbe essere stata modificata

Cadono le prime "teste" al reparto di neonatologia del San Giovanni dopo l'inchiesta che ha coinvolto l'ospedale riguardo alla morte di un neonato per un banale scambio di flaconi. La Direzione Generale dell’Azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata ha deliberato -in una nota- la revoca dell'incarico ad interim della dottoressa Caterina De Carolis, da direttore della U.O.C. di Neonatologia.

Reato di falso - Intanto si potrebbe ipotizzare anche il reato di falso nell'ambito dell'inchiesta sulla morte del neonato. La nuova contestazione, che si andrebbe ad aggiungere a quella di omicidio colposo già formulata nei confronti dei 20 indagati (sette medici e 13 infermieri) è valutata alla luce della relazione degli ispettori del ministero della Sanità, secondo i quali la cartella clinica del piccolo potrebbe essere stata manipolata. A tal fine la cartella è già stata acquisita dagli inquirenti. Giovedì intanto i pm affideranno al professor Saverio Potenza, dell'università di Tor Vergata, l'incarico di svolgere l'esame autoptico. Accertamento, questo, che dovrebbe cominciare già nel pomeriggio della stessa giornata.

Il commento di Fernando Aiuti, professore di immunologia e consigliere capitolino Pdl - "Nella vicenda che ha portato alla morte del neonato al momento una cosa risulta chiara, documentata e con conseguenti possibili responsabilità -spiega Aiuti-. L’Unità Operativa Complessa di Neonatologia è infatti senza primario da due anni e l’incarico temporaneo e/o facente funzione è stato dato al primario di Ostetricia e Ginecologia, perché non esiste al San Giovanni Addolorata un reparto con primario di Pediatria. Credo che a tutti sia chiaro quali siano le caratteristiche della formazione professionale delle due figure dirigenziali sanitarie"."Questa carenza è di gravità inaudita -continua Aiuti- e sarebbe come lasciare partire un aereo senza un comandante, una nave senza capitano, un treno senza capotreno. Giusto accertare le responsabilità degli operatori anzitutto, ma si facciano anche indagini per verificare eventuali lacune di nomine da parte di amministratori e politici che governano la sanità del Lazio e in assenza di risorse si promuovano accorpamenti di reparti specialistici con minori posti letto".
 
 

[25-07-2012]

 
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