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Acea, segretario del Campidoglio: "Vendita illegittima"

al via la discussione sul bilancio. Intanto sulla vendita Acea il segretario di Roma Capitale scrive una lettera a sindaco e assessore al bilancio

Accantonanta almeno per il momento la tanto discussa delibera 32 sulla vendita dell’21% di Acea, in Assemblea capitolina iniziano i lavori per l’approvazione del bilancio. Le mancate entrate nelle casse del Campidoglio –si parla di circa 200 milioni di euro- nel caso in cui non sarà venduta la quota dell’azienda municipalizzata, potrebbero portare ad un ulteriore incremento delle tasse od ad una riduzione dei servizi offerti. Il presidente della commissione bilancio federico guidi promette però che nessuna di queste due situazioni si verificheranno.

"Roma Capitale avrà una riduzione di investimenti -dice Federico Guidi –pres. Commissione bilancio- non potremo quindi assicurare la manutenzione alle strade, le scuole e al verde comunale. La responsabilità è di un'opposizione miope e le conseguenze le pagheranno i romani. Adesso cercheremo di rimodulare la spesa, ottimizzare le uscite. Cert -continua Guidi- raschiamo un po' il fondo del barile".

Preoccupata invece l’opposizione capitolina che da tempo accusa la maggioranza di aver perso tempo nella discussione sulla vendita di Acea.

"Ricordo che la Provincia di Roma con Zingaretti ha approvato e votato l'assestamento di bilancio a dicembre come fanno tutti i comuni virtuosi -dice Paolo Masini, consigliere Pd di Roma Capitale- Noi dobbiamo ancora approvare il bilancio dell'anno passato, insomma è una cosa ridicola".

Sulla vicenda della vendita del 21% di Acea, dopo la momentanea sospensione del Consiglio di Stato che ha bloccato l’approvazione della delibera, oggi il Segretario generale del campidoglio Liborio Iudicello scrive al sindaco. Il segretario nella lettera esprime un parere dopo la richiesta del pd capitolino e ricorda al primo cittadino che anche la Corte costituzionale ha dichiarato la proposta 32 "priva di rilevante riferimento giuridico” e “viziata da manifesti profili di illegittimità”.  Non si è fatta attendere la replica di Alemanno: "E’ evidente che qualsiasi ulteriore iter della delibera 32 è subordinato, così come rilevato dallo stesso segretario generale, Liborio Iudicello, a una modifica della delibera stessa -dice Alemanno- che tenga conto della sentenza della Corte costituzionale che abroga l’articolo 4 della Finanziaria varata nell’agosto 2011. Questa sentenza non rende illegittima la vendita del 21% delle quote di Acea, né tantomeno la costituzione della holding che raccoglie tutte le società del gruppo Roma Capitale".
 
 

[25-07-2012]

 
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