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Marmo, latte e biancospino. Mostra dedicata all'Appia Antica

Raccolta di fotografie d’epoca sul paesaggio archeologico di una delle strade più antiche di Roma

di Federica Crasà

“Marmo, Latte e Biancospino” è tutt’altro che una formula magica, bensì una raccolta di fotografie d’epoca– ideata e curata da The Peer Gallery con la soprintendenza di Maria Rosaria Barbera – aperta al pubblico dal 6 luglio 2012, nel complesso archeologico Capo di Bove a Roma. L’originalità della raccolta sta nell’“interazione spontanea tra l’uomo e questi luoghi”, ossia spontainetà e “ingenuità” del punto di vista con cui le immagini sono state colte. Dietro l’obiettivo che ha impresso attimi di vita quotidiana avvolti nella suggestione dei ruderi archeologici dell’Appia Antica, infatti, ci sono persone comuni, “anonime” – scrive il direttore Rita Paris – nonché la soggettiva di Antonio Cederna (foto in alto a sinistra). Cederna, appasionato cultore del patrimonio archeologico dell’Appia Antica, ha per anni fotografato l’evoluzione del paesaggio omonimo documentandone i pregi e denunciandone i danneggiamenti. L’Archivio Cederna – nato per conservare e catalogare i risultati di questa evoluzione storica, considerato “laboratorio dei mondi possibili”, in quanto incentiva la conservazione del patrimonio archeologico stesso – è il bacino da cui The Peer Gallery ha attinto il maggior numero di fotografie.

La raccolta “Marmo, Latte e Biancospino” guida lo spettatore lungo un percorso simbolico che riassume nelle fortografie l’atmosfera quasi magica che avvolge il paesaggio archeologico dell’Appia Antica, secondo tre temi, di cui i primi due sono frutto della documentazione di Cederna. Il percorso inizia dal “Marmo”, simbolo dei primitivi cambiamenti paesaggistici dovuti al boom economico e al conseguente sviluppo urbanistico dell’area nel secondo dopoguerra. Continua “Latte”, simbolo dell’arte e gastronomia tanto care al popolo italiano, che ritrae greggi al pascolo sotto l’Acquedotto romano e donne intente a sciacquare le stoviglie tra i ruderi e con cui Cederna sottolineava l’importanza della pastorizia e dell’agricoltura dell’Appia antica.  Ultima tappa della raccolta fotografica interamente realizzata da “anonimi” è “Biancospino”, simbolo di un arbusto fedele tanto ai pastori per la sua resisenza, quanto ai passanti come riparo dal sole. “Biancospino” infine documenta il periodo storico di convergenza, nelle pause festive, della piccola borghesia e del sotto-proletariato nell’Appia Antica, meta privilegiata per gite fuori porta e set cinematografici come quello di "Ricotta", di Orson Welles e Pierpaolo Pasolini del 1963 (seconda foto a sinistra fonte Archivio Fotografico CSC). “Marmo, Latte e Biancospino” esprime una volontà di coinvolgere lo spettatore, oltre il mero intento espositivo, nell’impegno per la salvaguardia del patrimonio artistico ed ambientale italiano, grazie ad una raccolta di fotografie d’epoca ad ingresso gratuito, aperta fino al 31 dicembre 2012.                                             

 
 

[18-07-2012]

 
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