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Promettevano assunzioni in Bnl in cambio di denaro, tre arresti

nella truffa sono caduti mille giovani ragazzi, tutti col miraggio di un lavoro stabile

Nella rete erano caduti centinaia di ragazzi in cerca di una prima occupazione, tutti affascinati dall'idea di un lavoro stabile in banca e disposti a pagare cifre considerevoli pur di superare le selezioni: l’unico problema però, era che prove e colloqui erano falsi. Si trattava infatti di una truffa. Sono oltre mille i giovani che negli ultimi due anni da tutta Italia sono venuti a Roma a sostenere i test. In cambio dell’assicurazione d’essere assunti, i ragazzi erano disposti a pagare anche 5.000 euro. Tutto era estremamente credibile: i test si svolgevano a gruppi di venti candidati in alberghi del centro di Roma, le cinque prove da superare, i documenti con il logo Bnl praticamente uguale all’originale, una falsa certificazione d’idonenità rilasciata a fine esame.

Tre le persone finite agli arresti, dopo due mesi d’ingagini: si tratta di una 40enne impiegata in una filiale Bnl del centro, di un’altra dipendente oggi in pensione e della proprietaria di un Atelier del centro città. Per loro le accuse vanno dall’associazione a delinquere alla truffa fino alla ricettazione. Altri sei sono stati denunciati, ma la polizia sospetta che ad occuparsi di reperire i ragazzi da truffare fosse una rete composta anche da altre persone. I giovani di tutta Italia venivano contattati tramite alcuni procacciatori e si recavano a Roma per superare le 5 prove d'ingresso (psico-attitudinale, prova di francese, di economia aziendale, comprensione critico-verbale e cultura generale). "E' colpa di Monti, altrimenti sareste tutti già entrati", dicevano negli ultimi mesi per giustificare il ritardo nelle false assunzioni.

Video realizzato da Alberto Alberti, Tg Nazionale

[17-07-2012]

 
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