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Stazione Tiburtina: dentro il deserto, fuori il degrado

lo stato del nuovo scalo, a sette mesi dall'inaugurazione

di Simone Chiaramonte e Vincenzo Samà

Un contrasto lampante. All’interno una Stazione avveniristica, imponente seppure ancora vuota, nonostante il nuovo scalo “Cavour” sia stata inaugurato a novembre dello scorso anno. All’esterno degrado diffuso, con uscite della metro ridotte a discariche, bottiglie di birra abbandonate ovunque, ed un sottopasso, quello dell’ecomostro della vecchia Tangenziale, divenuto un antro della disperazione. E’ questo lo scenario che si presenta di fronte ai viaggiatori e ai residenti nei pressi della nuova Stazione Tiburtina.



I primi sono generalmente soddisfatti del rifacimento dello scalo che ospita l’alta velocità, destinato a superare Termini per numero di frequentatori, soprattutto se si procede ad un confronto con la vecchia struttura. Ma il nuovo edificio centrale deve ancora essere sottoposto allo stress provocato dalle grandi affluenze di pubblico visto che, a sette mesi dalla sua inaugurazione ufficiale, è ancora completamente deserto. Pochissimi visitatori, cantieri ancora aperti, scarse indicazioni per i viaggiatori, sale di attesa, bar, librerie, edicole, ristoranti e negozi ancora assenti. Uno stato che ha condotto Ntv, la società di Montezemolo che opera nel campo dell’Alta velocità, ad acquistare due pagine su Corriere e  Repubblica per denunciare “l’abbandono della stazione romana”: “La nuova avveniristica struttura progettata per l'Alta velocità e per accogliere un flusso di 300mila viaggiatori al giorno è costata ai contribuenti italiani oltre 300 milioni di euro. Ma il degrado rischia già di corrodere parti della struttura”.

Agli intrepidi esploratori dell’edificio interessa sopratutto la funzionalità del luogo: da questo punto di vista il progetto è promosso quasi all’unanimità. Diverso il discorso se si esce dalla Stazione. Nel piazzale antistante l’entrata principale, sulla Circonvallazione Nomentana, i principali problemi rimangono irrisolti: poca pulizia dei marciapiedi, inquinamento acustico ed ambientale, scarsa sicurezza percepita. Pochi notano cambiamenti favorevoli, alcuni denunciano un generale peggioramento delle condizioni del trasporto pubblico. Insomma la nuova Stazione Tiburtina appare come una perla nel degrado: perché il deserto lo racchiude all’interno.
 
 

[13-07-2012]

 
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