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Inchiesta sulla gestione finanziaria dell'Idi di via Aurelia

ci sarebbe un ammanco di 800 milioni di euro, sette indagati

E' sotto stretta osservazione la gestione finanziaria dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata. Il nucleo della polizia tributaria della Guardia di finanza sarebbe entrato in possesso di nuovi documenti che aggraverebbero i sospetti intorno all’Idi di via Aurelia. Nei faldoni sequestrati giovedì dai finanzieri negli uffici amministrativi di via della Conciliazione sarebbero stati trovati i carteggi relativi a un finanziamento da 42mln approvati dal Ministero dell’università e della ricerca per tre progetti sui tumori cutanei.

Secondo il pool di inquirenti guidati dal procuratore aggiunto Nello Rossi, una prima tranche da 9 mln sarebbe stata anche erogata, ma nessuno dei progetti è poi mai partito. Non solo, l’ipotesi della Procura è che i dirigenti della Congregazione dei figli dell’immacolata concezione avrebbero avuto notizia degli stanziamenti quasi un anno prima dell’approvazione da parte del Miur. Lo proverebbe una lettera firmata dall’ex consigliere delegato padre Franco Decaminada. Insomma, un giallo ulteriore su una vicenda che mostra già molti lati oscuri sui libri contabili dell’Idi. Talmente criptici da far gettare la spugna ai revisori incaricati dal nuovo amministratore di far chiarezza sul dissesto finanziario. Un ammanco da quasi 800 milioni per il quale sono indagate sette persone. Pesanti i reati ipotizzati: associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e reati fiscali. Intanto, sulle sorti dell’istituto dermatologico più grande d’Europa (e dei suoi 1500 dipendenti) grava adesso anche un’istanza di fallimento presentata al tribunale civile da un fornitore non pagato.

[09-07-2012]

 
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