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Rapinarono l'incasso del museo Palatino, arrestati

mettono a segno il colpo perfetto, quasi un anno dopo finiscono in carcere

Una mente, due esecutori e un basista: sembra la rapina raccontata in un film, invece i quattro arrestati questa stamattina dalla compagnia Carabinieri di Ostia, un colpo l’hanno messo a segno davvero. Il 4 luglio di un anno fa, vestiti in giacca e cravatta, guanti e pistola alla mano, si impadronirono dell’incasso giornaliero del museo Palatino: un bottino di 30 mila euro. Ad eseguire materialmente la rapina furono due pregiudicati che entrarono nella struttura confondendosi con i visitatori. Per loro il gip del tribunale di Roma ha emesso un ordinanza di custodia cautelare in carcere. Per l’ideatore del colpo, un sardo incensurato residente nella capitale da diversi anni, il giudice ha disposto gli arresti domiciliari, così come per la “talpa”: a coordinare il tutto dall’interno era stato infatti l’allora cassiere del museo, reo confesso. Insieme ai tre complici dovrà rispondere dell’accusa di rapina. 

A tradire i malviventi fu un posto di blocco: a poche ore dal  colpo, i carabinieri fermarono un uomo in scooter : sotto la sella nascondeva 10 mila euro in contanti. L’attività investigativa che ne seguì portò all’analisi di alcune intercettazioni telefoniche. A rubare l’attenzione fu una in particolare: quella del 28 agosto in cui il rapinatore, conversando con una donna, si tradì dicendo testualmente: “non posso perdere il vizio di andare a fare le rapine”, invitanto poi la signorina a digitare sul pc le parole “rapina al museo Palatino”. Da lì i carabinieri ricostruirono complicità ed amicizie, fino agli arresti di oggi.

[25-06-2012]

 
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