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Ancora un appello per la Virtus

Lettera aperta di Toti: salviamo il basket a Roma

Non si sono ancora spenti i riflettori su Siena e sul suo meritato slam, sesto titolo italiano consecutivo come mai nessuno nella storia, che il buio sembra essere invece imminente per due storiche realtà della pallacanestro italiana. Quasi nelle stesse ore, infatti, da Treviso e Roma giungono segnali disperati a proposito della sopravvivenza nella massima serie delle rispettive squadre, per voce di Riccardo Pittis e Claudio Toti.

Se nel caso della compagine veneta si tratta di una mezza sorpresa, in quanto all'annuncio di dismissione della famiglia Benetton, che pure aveva guadagnato in visibilità grazie ai ripetuti successi ottenuti sul campo dal quintetto biancoverde, era seguita la formazione di un consorzio legato a realtà imprenditoriali locali che pareva dovesse assicurare quantomeno la prosecuzione dell'attività sportiva, nel caso della Virtus Roma, invece, ci troviamo di fronte all'ennesimo appello di Toti affinchè, come già accaduto nei giorni scorsi per la pallavolo, non si debba davvero chiudere baracca e burattini.

La lettera aperta del presidente giallorosso offre lo spunto per fare finalmente il quadro della situazione, a fronte dei tanti "rumors" che si sono succeduti nei giorni scorsi, e tutti purtroppo privi di qualsiasi fondamento.
Toti si dichiara disponibile, in sostanza, a mettere ancora dei soldi su uno sport che sta perdendo pezzi pregiati (anche Pesaro, Teramo e Avellino non sono certe di potersi iscrivere al campionato) quasi quotidianamente, a patto però che non lo si lasci completamente solo, che ci sia cioè qualcuno che possa aiutare a sostenere le spese che un campionato di serie A inevitabilmente comporta. E se dall'Amministarzione comunale pare siano arrivate delle risposte positive per ciò che riguarda sponsorizzazione e campo da gioco (si dovrebbe tornare all'Eur qualora si sopravviva), le realtà imprenditoriali alle quali Toti si rivolge non sembrano ancora essere sufficienti. 

Va dato atto a Toti di star facendo il possibile per salvare una passione, e se il tentativo non dovesse andare a buon fine non lo si potrà certo accusare nè di intempestività nè tanto meno di insensibilità, come dimostra la volontà di mantenere attive le squadre giovanili, peraltro foriere di recenti buoni risultati sportivi.

Andrera De Paolis
 

[19-06-2012]

 
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