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Bancarotta per 16 societÓ

crack da 100 milioni di euro, 14 indagati

Un crack da 100 milioni di Euro per 16 società. 14 persone indagate per bancarotta fraudolenta e riciclaggio. E’ successo a Roma dove dalle prime ore di questa mattina i finanzieri del comando provinciale hanno sequestrato le quote di 7 società, per un valore complessivo di oltre 23 milioni di euro. Appartenevano al gruppo imprenditoriale della famiglia Malavolta, attiva sull’intero territorio nazionale nella produzione e commercializzazione di prodotti alimentari surgelati. 64 milioni di euro è invece l’ammontare dei beni distratti fraudolentemente dalle casse delle società fallite, mentre il totale del passivo fallimentare è di circa 100 milioni di euro, di cui oltre 10 milioni e mezzo verso l’erario.

L’ipotesi di reato contestata dalla Procura della Repubblica della Capitale ai quattordici indagati, tra cui il presidente del Teramo calcio e due professionisti romani, è quella della bancarotta fraudolenta distrattiva del patrimonio di 16 società appartenenti allo stesso gruppo imprenditoriale. Tra le altre ipotesi di reato contestate dall’Autorità Giudiziaria, anche quella di riciclaggio per la moglie di Mario Malavolta, Annalisa Pizzetti, alla quale sono state intestate, come compenso liberatorio di una separazione legale preordinata, le quote di una società immobiliare (detta la “cassaforte di famiglia”, anch’essa sottoposta a sequestro) destinata a custodire parte del patrimonio dei Malavolta, tra cui un appartamento di pregio a Cortina D’Ampezzo.
 
L’inchiesta, condotta dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, è iniziata nel 2008 con il fallimento della capogruppo “MALAVOLTA CORPORATE S.p.A.”, holding di gestione e finanza riconducibile ai fratelli Mario e Andrea Malavolta, a capo dell’omonimo gruppo, leader nazionale nella produzione e distribuzione di prodotti da forno surgelati per conto terzi. Gruppo cui facevano capo, direttamente o indirettamente, fino al luglio 2007, più di trenta società commerciali il cui fatturato annuo ammontava a circa 300 milioni di euro, con 1.000 dipendenti (più l’indotto) e con stabilimenti sparsi in tutta Italia (soprattutto nel Lazio, Abruzzo, Marche e Friuli Venezia Giulia).

[05-06-2012]

 
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