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Scavi archeologici clandestini: 18.000 reperti recuperati dalla Finanza

cinque persone denunciate, recuperata la "mappa del saccheggio"

Quasi 18mila reperti archeologici recuperati, cinque persone segnalate all’autorità giudiziaria, ma anche un nuovo insediamento archeologico scoperto grazie all’attività d’indagine delle fiamme gialle. E’ questo il bilancio dell’operazione ‘Valerio Massimo’, condotta dagli uomini della guardia di finanza del comando provinciale di Roma.

Tutto è partito dal ritrovamento di un sarcofago in marmo risalente all’età imperiale che era stato trafugato e nascosto nel comune di Cineto Romano, a una trentina di chilometri dalla capitale. Il sequestro del reperto ha consentito l’avvio di un’attività di indagine che ha portato le fiamme gialle a risalire a tre persone che nelle loro abitazioni avevano nascosto steli epigrafi, cippi miliari, segnacoli funerari, tutto materiale trafugato da un’antico insediamento del popolo equo nei pressi della valle dell’aniene. Ma le fiamme gialle hanno trovato anche altro. Le tre persone avevano infatti creato una vera e propria ‘mappa del saccheggio’, appuntando una marea di informazioni su agende e taccuini. Una leggerezza che è costata cara e che ha permesso di scoprire il coinvolgimento di altri due soggetti. Grazie alle informazioni raccolte, gli uomini del nucleo di polizia tributaria di roma hanno trovato nel comune di cineto romano: lì, nelle campagne, è stato trovato uno scavo clandestino che aveva riportato alla luce una necropoli di età imperiale, una villa rustica romana e un santuario del popolo equo provvisto di cinta muraria: un insediamento fino a oggi sconosciuto alla comunità scientifica, e che ora potra’ essere oggetto di studi e valorizzazione da parte della soprintendenza per i beni archeologici del Lazio. Le cinque persone sono state segnalate alla procura della republica di Roma e di Tivoli: per loro le accuse vanno dal reato di impossessamento di beni culturali appartenenti allo stato, ricettazione e violazione in materia di ricerche archeologiche.

[31-05-2012]

 
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